Gran Bretagna. Guai alle scuole cristiane che non insegnano a farsi strane domande

Londra manda gli ispettori a verificare l’insegnamento dei “valori britannici” negli istituti del paese. Che vengono bocciati (e perfino puniti col taglio dei fondi) in base a strane domande rivolte agli alunni su omosessualità e pregiudizi

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scuola-inghilterra-shutterstock_1550362Quando Grace, 11 anni, è tornata da scuola un giorno verso la fine del novembre scorso, sua madre, Deborah Finch, le ha chiesto com’era andata la lezione. Lo faceva sempre, ma quel giorno ha ricevuto dalla figlia una risposta diversa dalle solite: «Le avevano domandato se conosceva qualche lesbica, se qualche suo familiare avesse amici gay (…) o se avesse mai percepito di essere nel corpo sbagliato, cosa che l’aveva lasciata nel più completo sconcerto visto che lei non aveva alcuna idea di ciò di cui si stava parlando quella donna».

LOTTA AL BULLISMO? «Quella donna» è un’ispettrice dell’Ofsted (Office for Standards in Education, Children’s Services and Skills, l’ufficio governativo britannico che si occupa della qualità delle scuole) e quella di Deborah Finch è solo una delle tante testimonianze raccolte dai giornali inglesi dopo l’esplosione del caso Grindon Hall e Durham Free School, due scuole cristiane bollate come “inadeguate” dagli osservatori di Sua Maestà nell’ambito di una indagine sulla capacità degli istituti del paese di trasmettere i “valori britannici”. L’iniziativa dell’Ofsted doveva essere la risposta dell’esecutivo al presunto progetto segreto di «islamizzazione» delle scuole inglesi scoperto nei mesi scorsi a Birmingham, ma a farne le spese per ora sono due istituti cristiani, uno dei quali, la Durham Free School, si è già visto tagliare i fondi da Londra e dovrà chiudere, mentre per l’altro sono state raccomandate “misure speciali”. La loro colpa? Non aver affrontato adeguatamente il «bullismo basato sui pregiudizi» e anzi educare alla discriminazione sessuale e religiosa.

«TENORE OSTILE». L’ispezione a sorpresa alle due scuole di Sunderland è avvenuta il 26 e 27 novembre. E al momento il preside della Grindon Hall, Chris Gray, non aveva avuto niente da ridire. Finché non è venuto a sapere come si erano svolte le interviste dell’Ofsted agli alunni del suo istituto. Come si legge nel reclamo formale inviato all’ufficio governativo l’11 dicembre e pubblicato anche sul sito della scuola, l’ispettore responsabile «mi disse che l’indagine era stata autorizzata dal segretario di Stato a causa del legame della scuola con un’altra. Eppure, non mi è mai stato rivelato di quale altra scuola si parlasse, di che tipo di legame si trattasse e che rilevanza avesse», e tuttavia «il tenore dell’ispezione è stato ostile e negativo in ogni sua fase, come se le prove raccolte dovessero rientrare in un risultato predeterminato». Quanto ai racconti degli studenti riguardo alle domande rivolte loro dagli ispettori, secondo il preside sono «scioccanti».

EVOLUZIONE O DIO? Ai bambini dai 6 ai 9 anni, scrive il signor Gray, è stato chiesto se sapevano cosa fosse Diwali, una festa sikh, e gli insegnanti avevano parlato loro della Torah ebraica. A quelli di 10 e 11 anni sono state rivolte domande come queste: «C’è nessuna bambina nella tua scuola che si comporta da maschio? C’è qualcuno nella tua scuola che ha due mamme o due papà? Celebrate altre feste religiose oltre il Natale?». Agli scolari dagli 11 ai 12 anni invece i quesiti posti dagli ispettori erano di questo tenore: «Credi nell’evoluzione oppure in Dio?». E ancora: «Quanto sai sulla Bibbia e sul Corano?». Mentre la risposta di un bambino alla domanda su come sia possibile avere due mamme a quanto pare avrebbe suscitato preoccupazione negli ispettori perché «indice di una mancanza di conoscenza delle relazioni lesbiche».

SEMPRE LE STESSE DOMANDE. La mamma di un’alunna della Grindon Hall ha raccontato alla stampa: «Le hanno chiesto chi sono le lesbiche e se si sentiva intrappolata nel corpo di qualcun altro. E lei ha risposto che non voleva parlarne, perché era imbarazzata». Poi, dato l’esito dell’ispezione, «ha pianto molto: ora pensa che il responso negativo sia colpa sua». Nel reclamo del preside ci sono anche testimonianze scritte da alcuni ragazzini della scuola per protestare contro la bocciatura decisa dall’Ofsted. In una di queste si legge: «Mi sono sentito come se l’ispettrice indirizzasse la conversazione verso il razzismo, l’omofobia e visioni estremiste. Se rispondevamo che queste cose ovviamente non sono tollerate nella nostra scuola, lei riformulava le domande e continuava a chiederci se non ci sentissimo svantaggiati per il fatto di imparare solo il cristianesimo». Un altro alunno racconta che «sembrava pensare che siccome siamo una scuola cristiana non rispettiamo le altre religioni». E ancora: «Ci portava verso risposte che facevano sembrare la scuola discriminatoria, cambiando continuamente le parole (…) come per avere la risposta che voleva».

QUALE LIBERTÀ? L’Ofsted da parte sua nega di seguire una linea anticristiana, e ha annunciato l’avvio di una indagine interna riguardo al comportamento tenuto dagli ispettori inviati alla Grindon Hall. Questi ultimi, secondo il preside dell’istituto ritenuto “inadeguato”, hanno «sorpassato il limite assumendo atteggiamenti molesti». «Il 27 novembre – ricorda sempre il signor Gray – dopo che la squadra ispettiva ha lasciato la Grindon Hall, il dipartimento per l’Educazione ha pubblicato una guida per le scuole» dove si assicura che il dovere di insegnare i “valori britannici” «non mette in discussione la libertà religiosa», e che «non è necessario per le scuole o gli individui promuovere l’insegnamento, il credo o le opinioni che confliggono con i propri». Il preside chiede perciò all’Ofsted di rivedere il giudizio sulla scuola. Ed è davvero molto strano – ricorda – che la Grindon Hall sia stata giudicata carente a tutti i livelli, dal momento che l’ispezione precedente alla verifica sui “valori britannici”, avvenuta solo otto mesi prima, aveva valutato la qualità dell’insegnamento, del comportamento e della sicurezza della scuola come buoni, con un unico appunto riguardante l’area gestionale.

Foto scuola da Shutterstock

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