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Cosa ci perdiamo a non vedere più i film dei registi russi

Di Simone Fortunato
30 Marzo 2026
I cineasti critici con Putin sono silenziati. Peccato: vengono da una storia ricca di maestri. Tutta colpa della guerra
Una scena del film “La scomparsa di Josef Mengele”
Una scena del film La scomparsa di Josef Mengele

Cannes, maggio 2025. Nella sezione Cannes Première – non più in concorso, come a segnare una retrocessione – arriva La scomparsa di Josef Mengele di Kirill Serebrennikov. Bianco e nero, Germania anni Cinquanta. Un uomo scavato in volto con cappello scende dall’aereo a Monaco: Josef Mengele. Poi arriva la notizia: Eichmann catturato dal Mossad. Da quel momento, Mengele non si ferma più. Fugge in Paraguay, poi in Brasile. Vediamo cosa gli passa per la testa: e il film vira al colore, nello stile dei filmati amatoriali. La selezione sulla rampa. Gli esperimenti. L’orchestra di nani prigionieri che suona mentre dai vagoni scendono i corpi destinati ai suoi esperimenti. Poi il bianco e nero ritorna, la fuga riprende. Mengele vivrà fino al 1979 in America Latina, non libero ma indisturbato. 

Il titolo – mutuato dal romanzo di Olivier Guez – ha un doppio senso. Mengele scompare fisicamente dalla Germania, si dissolve in Sud America sotto fa...

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