Girardi (Fism): «Siamo favorevoli a ogni iniziativa che faccia chiarezza sulle scuole paritarie»

Girardi, presidente della Federaziona italiana scuole materne: «La legge 2000/62 che pur riconosce la parità non è applicata. A settembre le vere trattative con il governo»

«Siamo assolutamente contrari alla sentenza della Cassazione. È inaccettabile e richiama al bisogno di rendere effettiva la parità scolastica. La legge 2000/62, che pur la riconosce, non è completa e viene mal interpretata da chi pensa che pubblico significhi solo statale». Così Bianca Maria Girardi, presidente della Federaziona italiana scuole materne (Fism), reagisce di fronte alla sentenza della Corte di Cassazione che ha giudicato commerciale l’attività di due scuole paritarie di Livorno obbligandole quindi a pagare l’Ici non versata. Per la stessa ragione, Girardi si dice d’accordo con la mobilitazione promossa da Tempi per approvare una legge che integri la normativa sulla parità scolastica.

Che cosa auspicate come Fism?
A livello nazionale ci siamo espressi condividendo le preoccupazioni di chi chiedeva di aprire un tavolo di confronto con la presidenza del Consiglio dei ministri, con la partecipazione del ministero dell’istruzione unitamente alle maggiori federazioni e associazioni di scuole paritarie.

L’incontro c’è stato. Che giudizio vi siete fatti?
Le trattative sono rimandate a settembre, speriamo si faccia chiarezza. L’oggetto del confronto non può limitarsi alla questione dell’Imu da pagare. Bisogna affrontare il mancato raggiungimento di una parità reale, affinché non resti un concetto sulla carta. Occorre quindi discutere dell’esigenza di finanziamenti adeguati, essenziali alle istituzioni no profit per continuare il proprio servizio ad elevati standard qualitativi.

Cosa significa per voi l’incertezza nell’interpretazione della legge 2000/62?
Ci crea molti problemi, perché chi vorrebbe il monopolio statale dell’istruzione spesso interviene per bloccare i finanziamenti e tutte le misure che servirebbero a rendere effettiva la parità. Sostengono, mentendo, che la scuola paritaria è un privilegio per i cattolici. Mentre non è così: come dice la norma facciamo parte del sistemo d’istruzione integrato da più soggetti, riconosciuti anche dal decreto Profumo e dalla stessa riforma della Buona Scuola.

Pensa sia necessaria una nuova legge come quella promossa da Tempi per mettere nero su bianco che tutte le scuole sono soggette al medesimo «regime di imposizioni ed esenzioni fiscali»?
Senz’altro una legge che faccia chiarezza è necessaria. Anche per questo in Parlamento è nato un gruppo trasversale sulla scuola. Qualsiasi azione corretta e trasparente che miri alla parità scolastica reale non può che vederci d’accordo.

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