Gioiamo per il documento di Leone XIV sull’educazione

Di Peppino Zola
25 Ottobre 2025
Il 28 ottobre il Pontefice interverrà su un tema fondamentale per i nostri giorni. Una vera emergenza, come aveva già capito molti anni fa don Luigi Giussani
Papa Leone XIV, Giubileo delle famiglie, Vaticano, 1 giugno 2025 (Foto Ansa)
Papa Leone XIV, Giubileo delle famiglie, Vaticano, 1 giugno 2025 (Foto Ansa)

Alleluia! Penso che dovremmo esultare in anticipo di fronte all’annuncio fatto in Vaticano secondo il quale il prossimo 28 ottobre papa Leone XIV pubblicherà un documento dedicato al tema dell’educazione. Dobbiamo esultare perché oggi la crisi educativa costituisce l’emergenza più grave esistente non solo in Italia e nell’intero Occidente, ma in tutto il mondo. Anche, purtroppo, nella Chiesa, la quale, però, porta sempre con sé il carisma di accorgersi prima di tutti di quali siano le reali emergenze antropologiche che affliggono la vita di ogni persona e, quindi, dell’intera umanità.

Nella Chiesa, infatti, ogni secolo lo Spirito ci ha fatto dono di santi che hanno dedicato tutta la loro vita all’educazione, facendo rivivere ciò che una stanca abitudine stava facendo morire. Nel secolo scorso, lo Spirito ha mandato la luminosa e poderosa testimonianza del Servo di Dio don Luigi Giussani, che ha impegnato tutta la sua esistenza nell’educazione di più generazioni. Papa Leone XIV ha già dedicato, nella recente esortazione apostolica Dilexi te, alcune pagine al tema dell’educazione, nei punti 68-72. L’Esortazione apostolica è stata pensata in relazione all’amore verso i poveri ed in questo contesto il Sommo Pontefice ha riservato quei 5 punti all’educazione dei poveri, ricordando come per la Chiesa insegnare ai poveri (ed in questo senso tutti siamo poveri) è sempre stato un atto di giustizia e di fede. Il Papa ha poi ricordato, appunto, i santi che hanno dato vita ad istituzioni educative, sottolineando come san Giuseppe Calasanzio fondò la prima scuola pubblica, popolare e gratuita d’Europa.

Le scuole cattoliche

Penso che il rilancio della responsabilità educativa sia un gran bene per la comunità intera dei cittadini e per le comunità cristiane in particolare, le quali stanno correndo il rischio, mi pare, di non porre l’educazione al primo posto delle proprie pastorali e di non trasformare in proposta educativa il grande patrimonio di vita e di dottrina che ci proviene dalla santa tradizione della Chiesa. Questa distrazione porta con sé molte conseguenze problematiche.

Faccio solo un esempio. Le scuole cattoliche, soprattutto quelle “grandi”, corrono il rischio di rassegnarsi ad essere le scuole dei ricchi: infatti, oggi in Italia, i cattolici poveri ed i genitori poveri in generale non possono mandare i propri figli in una scuola cattolica, per motivi economici. Probabilmente san Calasanzio inorridirebbe, come inorridiva don Giussani quando diceva la famosa frase: «Lasciateci andare nudi per la strada, ma non toglieteci la libertà di educare». Di fronte al dramma dell’educazione, tutti siamo poveri e quindi tutti dobbiamo essere messi nelle condizioni di potere educare ed essere educati liberamente.

Responsabilità educativa

Confido che il messaggio che Papa Leone XIV vorrà lanciare risvegli molte coscienze, sia private che pubbliche. Non a caso la Chiesa porrà, a protezione degli educatori, insieme a san Tommaso d’Aquino, il grande santo della coscienza, san John Henry Newman, nuovo dottore della Chiesa.

Personalmente, attendo con trepidazione il messaggio del Papa, anche perché ritengo che ogni nuovo inizio debba passare attraverso la ripresa di coscienza della responsabilità educativa di ogni adulto e di ogni comunità.

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1 commento

  1. BRUNA ABBIATI

    Sono d’accordissimo! Penso anch’io che bisogna partire da lì, dall’educazione, per costruire rapporti davvero umani. Speriamo davvero che Leone XIV sia ascoltato!

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