Gingrich si ritira (forse sì, forse no). Di certo vuole azzoppare Romney

Ieri le agenzie dicevano che Newt Gingrich si sarebbe ritirato dalla corsa alle primarie repubblicane. Oggi la smentita. L’obiettivo dell’ex speaker è un evitare che Romney raggiunga il numero di delegati necessario per sfidare Obama. In ogni caso. i suoi voti potrebbero andare a Santorum.

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La sconfitta in Alabama, dove i sondaggi lo davano vincente, lo ha fatto ripensare. Il candidato cattolico Newt Gingrich ha preso il 30 per cento dei voti, mentre l’altro cattolico, Rick Santorum, in tutto simile a lui negli ideali, ma non nel trasporto con cui li vive, ha vinto con il 35. Lo stesso è accaduto nel vicino Mississippi. Anche se lo scarto fra i due era minore. Nei due Stati, all’inizio della corsa alle primarie, Gingrich era il grande favorito. Nel Sud religioso l’ex speaker aveva infatti speso tutte le sue forze per contrapporsi al front runner Mitt Romney. Ma quando anche tutti gli evangelici hanno sostenuto il cattolico Santorum pure il resto della base del partito si è ampiamente convertita a lui.

Ieri sera, poi, le agenzie parlavano addirittura di un ritiro dalla corsa da parte del l’ex speaker che avrebbe potuto favorire ulteriormente l’italoamericano. Evidentemente il candidato non ha più forze né fondi per competere, anche se oggi pare aver smentito (in parte) la notizia. Se è vero che ha tagliato il suo staff e che non batterà più con la stessa forza i prossimi Stati, Gingrich ha detto che non intende ritirarsi del tutto. Il suo obiettivo è quello di far sì che Mitt Romney arrivi a Tampa senza i 1.144 delegati necessari per vincere la nomination Gop e sfidare a novembre Barack Obama.

La maggioranza dei repubblicani, però, sembra ormai indirizzata sul primo e il secondo candidato. Infatti, il 60 per cento di questi ha dichiarato in un sondaggio della Cnn/Orc International poll che l’ex speaker farebbe bene a ritirarsi. Il 61 afferma la medesima cosa anche per quanto riguarda il quarto candidato ancora in corsa, Ron Paul. La maggioranza dei repubblicani (59 per cento), invece, dice che Santorum dovrebbe continuare a correre contro il candidato mormone favorito.

A questo punto, è probabile che si disperdano ancora meno voti, soprattutto negli Stati conservatori in cui Santorum è in testa. Saranno comunque le elezioni di martedì 3 aprile in Wisconsin a rivelarlo. I nuovi sondaggi vedono Romney in testa, seguito a ruota da Santorum. Gingrich è quarto. Se i suoi voti andassero all’italo americano, quest’ultimo potrebbe diventare lo strumento per realizzare le speranze dell’ex speaker.

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