Gender a scuola. Non siamo «sentinelle reazionarie», ma è «diritto-dovere dei genitori educare i figli»

Il presidente di Equality Italia attacca gli «esponenti omofobi» di Ncd e chiede a Renzi di «tenerli al guinzaglio». La risposta di Toccafondi

Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, ieri è intervenuto per chiedere al presidente del Consiglio Matteo Renzi di tenere «al guinzaglio il suo ministro e i suoi sottosegretari». Mancuso ce l’aveva in particolare con gli «esponenti omofobi» del Nuovo centrodestra Carlo Giovanardi, Maurizio a Sacconi, Eugenia Roccella e i sottosegretari Massimo Cassano, protagonista di una polemica con Nichi Vendola, e Gabriele Toccafondi, definito «sentinella di tutti i gruppetti cattolici reazionari». Non ultimo il ministro degli Interni Angelino Alfano, colpevole, secondo Mancuso, di aver rilasciato un’intervista al videoforum di repubblica.it in cui ha ribadito la sua intenzione di non avallare in Italia le trascrizioni delle nozze omosessuali contratte all’estero.

COSTITUZIONE. Da parte sua, Toccafondi ha ribadito di non difendere «nessun  gruppetto cattolico reazionario e neanche nessuna posizione ideologica, difendiamo piuttosto quello che dice la legge. La nostra Carta Costituzionale, all’articolo 30, e l’articolo 26 della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, sul diritto e dovere di educazione da parte dei genitori sono chiare ed inequivocabili: è diritto dovere dei genitori educare i propri figli. Come sottosegretario, come politico e come genitore, sono contro tutte le forme di discriminazione, ma allo stesso tempo difendo la nostra carta costituzionale e la Dichiarazione dei diritti dell’uomo. Sul tema dell’educazione alla sessualità il compito primario spetta alla famiglia, e non può essere nessun’altro istituto educativo, neppure la scuola, a imporre una sua visione. Tutto ciò che viene sottoposto agli studenti deve essere deciso attraverso la collaborazione dei genitori. Stiamo difendendo questo diritto/dovere delle donne e degli uomini italiani senza nessuna difesa partigiana».