Gli attivisti della Flotilla, tra cui quattro parlamentari italiani, rifiutano la mediazione del governo e della Chiesa e ignorano l’appello di Mattarella. Non vogliono aiutare Gaza, ma lo scontro con Israele
Una delle imbarcazioni della Sumud Global Flotilla in partenza verso Gaza (foto Ansa)
Quello dell’eroe è un mestiere rischioso e ammirevole. Quello del martire anche, ma rischia di essere tragicamente inutile e dannoso se la causa per la quale ci si sacrifica è la soddisfazione del proprio ego e la glorificazione di se stessi. Per la Global Sumud Flotilla, che si trova a quattro giorni dalle acque territoriali israeliane, e soprattutto per i quattro parlamentari italiani a bordo della Morgana e della Karma, è arrivato il momento di decidere per chi e per che cosa sono partiti: per aiutare i palestinesi di Gaza o per scatenare un incidente diplomatico e internazionale, dagli esiti e dalle ripercussioni imprevedibili, che è ancora possibile evitare?
L’intervento del governo Meloni
Il governo italiano di Giorgia Meloni sta facendo tutto quanto in suo potere per agevolare il buon esito degli aspetti nobili della missione e per evitare inutili tragedie. Quando nella notte tra martedì e mercoledì la Flotilla, composta da 52 imbarcazioni, è stata attaccata in acque internazion...
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