Come spiega «il gay più potente d’America» bastano sondaggi e tribunali per far passare le nozze omosex

Un po’ di numeri dati in pasto ai media, un po’ di fango su chi si oppone, che altro serve? Il resto lo fanno le battaglie nelle aule giudiziarie, e il gioco è fatto

Ieri sul Corriere della Sera sono state riportate alcune dichiarazioni di David Mixner che vale la pena riproporre. Innanzitutto: chi è Mixner? Sessantasette anni, storico attivista per i diritti civili è stato definito da Newsweek «il gay più potente d’America». Pacifista sin dai tempi dell’intervento in Vietnam, sodale di Harvey Milk ha collaborato attivamente con Bill Clinton di cui è stato instancabile supporter. È stato il primo omosessuale dichiarato a partecipare pubblicamente a una campagna presidenziale.

SOSTEGNO MASSICCIO A CLINTON E OBAMA. Bene, cosa ha detto Mixner? Ha spiegato che, poiché secondo un sondaggio gli americani sono favorevoli alle nozze gay, allora è giunto il momento di approvarli. È stato anche più esplicito, indicando anche il “peso elettorale” del voto omosessuale: «Il voto Lgbt è molto importante: pesa due volte di più di quello ebraico. La comunità Lgbt ha dato a Obama la percentuale più alta di voti dopo quella afroamericana. E il sostegno sarà altrettanto massiccio se sarà candidata Hillary Clinton».
Ormai si oppongono solo vecchi retrogradi cavernicoli: «Gli oppositori dei matrimoni omosessuali si sono dimostrati così negativi, sgradevoli e pieni di odio che la loro campagna ha sortito l’effetto contrario. Oltretutto l’età dell’elettorato si sta abbassando e i giovani sono in maggioranza a favore del matrimonio egualitario».

IN NORD DAKOTA E IN ITALIA. Eppure, se c’è tutto questo ampio consenso intorno alle nozze gay, perché Mixner ammette che per farle approvare occorre saltare il voto dei cittadini e rivolgersi ai tribunali? In un articolo di Tempi già vi avevamo spiegato la “strategia giudiziario-ammnistrativa” delle lobby gay usa, e qui Mixner ne dà esplicita testimonianza: «Ci aspettiamo che anche in Nord Dakota coppie omosessuali facciano presto ricorso contro il divieto delle nozze gay. A quel punto tutti i cinquanta Stati avranno i matrimoni egualitari, oppure un ricorso pendente che li chiede. La decisione della Corte suprema dell’anno scorso ha dato ai giudici delle altre corti il punto di riferimento di cui avevano bisogno e ci sono state già molte sentenze favorevoli».
Insomma, cari amici, come spiegato anche dai giudici italiani di sinistra, non datevi troppa pena a dibattere, votare, credere nella democrazia. Ci sono già sondaggi e giudici a dirvi cosa è giusto e cosa è sbagliato.