Frigerio: «La caduta della Grecia può colpire anche Francia e Germania»

La gente è scesa in piazza ad Atene per protestare contro il governo. Quattro banche greche declassate perché, spiega a Tempi l’esperto finanziario Alessandro Frigerio, il governo promette tagli ma poi non li applica come dovrebbe: «Per i mercati azionari, la Grecia è fallita. Ma c’è il rischio tremendo che un effetto domino si abbatta su Francia e Germania»

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Nuove manifestazioni di piazza ad Atene ieri hanno portato a 12 persone ferite e 40 arrestate, dopo che lo sciopero generale proclamato dai sindacati contro nuovi tagli annunciati dal governo greco è degenerato in un assalto al Parlamento. La città dell’aeropago è di nuovo in fiamme per il disastro finanziario del paese, mentre il premier Papandreou ha tentato prima (inutilmente) un’intesa con l’opposizione, poi ha proposto una nuova formazione di governo, composta da ministri “tecnici”, pur di catturare nuovi voti al pacchetto “tagli della spesa pubblica” che la Grecia è costretta a presentare.

Il clima infuocato si ripercuote molto anche in Borsa. Ieri Moody’s ha minacciato di tagliare il rating dei maggiori istituti di credito francesi che sono anche i più esposti con la Grecia, mentre Standard & Poor’s ha declassato (con una tripla C) quattro banche elleniche. Alessandro Frigerio, analista finanziario di RMJ Sgr e collaboratore di Tempi, spiega che cosa sta succedendo.

Perché la gente è scesa in piazza?

È un naturale prosieguo della crisi greca iniziata nel 2010, con la conseguente sfiducia del mercato e la richiesta degli investitori di maggiore stabilità. La richiesta d’aiuto della Grecia al Fondo monetario internazionale è stata accettata a fronte di impegni dello Stato greco di riduzione del deficit e del debito. Questo piano di aiuti è stato effettuato in diverse tranche, ma, sostanzialmente, nell’ultimo mese il Fmi si è reso conto che la Grecia non ha mantenuto il patto. La situazione è precipitata: per il governo greco un conto è annunciare un pacchetto austerity, un altro metterlo in atto, soprattutto quando ciò riguarda nuovi tagli dei posti di lavoro.

Cosa significa concretamente la reazione di Moody’s e Standard & Poor’s?
Moody’s e Standard & Poor’s controllano lo stato dei bilanci e hanno accertato un deficit di bilancio che difficilmente potrà essere coperto. Nel momento in cui devono valutare la capacità di risanare il debito pubblico della Grecia, ieri, lo hanno fatto attribuendole il valore minimo di rating, il che significa considerare sostanzialmente la Grecia fallita: “E’ molto difficile se non impossibile che la Grecia oggi ripiani i suoi conti”, ecco cosa significa la tripla C alle banche greche. Lo Stato ellenico si ritrova a dover pagare gli stipendi, affrontare delle “uscite” come qualunque nazione, ma non può raccogliere assolutamente capitali sul mercato, perché deve affrontare tassi del 20/25 per cento per il rendimento. Questo vuol dire che chi compra ora un bond della Grecia, avrebbe un rendimento del 30 per cento, è una cosa mai vista prima di oggi sul debito statale. L’Italia dà un rendimento del 2 per cento, giusto per farsi un’idea. Il mercato vive una situazione caotica che cambia di ora in ora. Oggi è stata la giornata peggiore, anche perché i mercati faticano a capire bene le prossime scadenze che potrebbe avere la vicenda greca. La proposta di un cambio di governo potrebbe apparire una soluzione all’interno della Grecia, infatti, ma il Fmi ha bisogno di certezze, perché gli accordi fatti con il governo richiedono assoluta stabilità dell’interlocutore.

Ma perché Moody’s minaccia anche le banche francesi?
Il premier tedesco Angela Merkel fino a ieri ha rimbalzato la responsabilità della parificazione del debito alla Grecia. In realtà, stando ai numeri di bilancio, sembrerebbe che ulteriori difficoltà della Grecia comporterebbero un effetto “domino”, tremendo, proprio sulle banche di Francia e Germania, più esposte. Cioè la caduta della Grecia colpirebbe il cuore dell’Europa centrale, fortino della stabilità economico-finanziaria del Continente.

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