Francia. Tribunale impedisce a una coppia lesbica l’adozione di un bambino. Lgbt: «La giustizia è omofoba»

Un tribunale di Versailles ha impedito a una donna di adottare il bambino di quattro anni che la compagna ha generato tramite fecondazione assistita in Belgio. Si tratta di una «violazione della legge»

Un tribunale di Versailles in Francia ha impedito per la prima volta a una donna di adottare il bambino di quattro anni che la compagna ha generato tramite fecondazione assistita in Belgio, perché costituisce una «frode rispetto alla legge».

ADOZIONE SÌ, FECONDAZIONE NO. L’anno scorso il governo Hollande ha approvato il matrimonio e l’adozione gay, che permette alle coppie dello stesso sesso di sposarsi e adottare bambini. In Francia però la fecondazione eterologa per le coppie lesbiche è illegale e il giudice ha considerato la pratica di adozione di Versailles come un tentativo di frodare la legge, avendo la coppia aggirato il divieto francese recandosi all’estero.

LGBT DELUSI. «La coppia prova oggi un sentimento di collera, di ingiustizia e ricorrerà in appello. Noi siamo certi che ci saranno altri casi, l’apertura di matrimonio e adozione era pensata per proteggere le nostre famiglie», commenta arrabbiata la sentenza la presidentessa di Enfants d’arc-en-ciel, associazione di genitori gay e lesbiche che difende la coppia.
Le associazioni Lgbt si sono infuriate con il governo Hollande, dopo che i suoi membri hanno dichiarato a più riprese che la legge sulla famiglia che approderà a breve in Parlamento non cambierà le regole sulla fecondazione, anche se è probabile che nei fatti questo avvenga, come ha spiegato la Manif pour tous.

«GIUSTIZIA OMOFOBA». «La giustizia di Versailles è omofoba e penalizza l’interesse del bambino», ha rincarato la dose l’Associazione delle famiglie omogenitoriali, affermando poi che non sono «sorpresi» visto che alcuni procuratori a Marsiglia e Aix-en-Provence hanno sostenuto la stessa posizione in casi analoghi, chiedendo di vietare l’adozione.
Secondo la portavoce di Inter-LGBT «la legge Taubira [sul matrimonio gay] è incompleta. Non dà garanzie in caso di adozione». Ma la presidentessa della Manif, Ludovine de la Rochère, ribatte: «Capisco il dispiacere della coppia di donne ma accogliere la loro richiesta significherebbe incoraggiare la violazione della legge. L’adozione è un’istituzione a servizio del bambino. Si tratta di una risposta alla mancanza dei genitori o a un abbandono, non è un mezzo a disposizione degli adulti per realizzare un loro progetto».