La Francia rieduca i bambini con la nuova Carta della laicità (antireligiosa). «Rischio autoritario»

Il ministro dell’Educazione francese Peillon ha fatto affiggere in ogni scuola la Carta della laicità, pensando che «la religione è incompatibile con la libertà umana»

Il ministro dell’educazione francese Vincent Peillon fa passi avanti nella costruzione di quella che secondo lui dovrebbe essere la nuova religione francese: la «religione repubblicana». Ieri ha presentato in un liceo della banlieue parigina la «Carta della laicità a scuola», che verrà affissa in tutti gli istituti scolastici della Francia.

«NUOVA NASCITA DEI BAMBINI». L’obiettivo dichiarato di Peillon, secondo cui «non si potrà mai costruire un paese libero con la religione cattolica», è quello di «strappare il bambino da tutti i suoi legami pre-repubblicani per insegnargli a diventare un cittadino. È come una nuova nascita». Il primo strumento, oltre all’insegnamento obbligatorio di “morale laica“, è proprio la Carta della laicità.

«STRETTA NEUTRALITÀ». Nel documento si sottolinea che «nessuno potrà evidenziare la propria appartenenza religiosa per rifiutare di conformarsi alle regole applicabili nella Scuola della Repubblica» e che «il personale [scolastico] ha un dovere di stretta neutralità: non deve manifestare convinzioni politiche o religiose nell’esercizio delle proprie funzioni».

«LAICITÀ ANTIRELIGIOSA». Come scrive oggi Giovanni Belardelli sul Corriere della Sera, «a dire il vero, la “filosofia” che ispira il ministro sembra poco laica e poco liberale. Poco laica, almeno per chi ritenga che la laicità non implica l’assenza o il divieto di manifestare la propria fede religiosa (…), ma si accompagna al libero manifestarsi di tutte le credenze su un piano di eguaglianza». «La laicità del ministro francese – continua il Corriere – è invece fondata su un principio di esclusione, giustificato dall’idea che la religione sia incompatibile con la libertà umana. (…) Si tratta dunque di una concezione attivamente antireligiosa della laicità, che ha profonde radici nella storia francese degli ultimi due secoli e mezzo».

«INNEGABILE RISCHIO AUTORITARIO». E non è solo l’editoriale di Belardelli a dirlo, se è vero che quest’anno perfino gli Stati Uniti hanno per la prima volta inserito la Francia di Francois Hollande, orami famosa per i suoi tanti attacchi contro la Chiesa, tra i paesi che violano la libertà religiosa. L’idea di educazione di Peillon «si afferma soprattutto con la Rivoluzione francese, che vedeva tra i suoi compiti principali quello di “rigenerare” i cittadini, di rieducarli politicamente e soprattutto di renderli eticamente migliori». Come nota ancora Belardelli, «è un’idea che è stata anche ripresa dalle dittature di massa del Novecento» e, fatte salve le ovvie differenze, «che ci sia dietro, anche nel caso del ministro socialista, un rischio autoritario pare innegabile».