Prima stanza del buco a Parigi. I residenti: «Perché quel che è illegale in Francia diventa legale da noi?»

L’associazione “Genitori contro la droga” ha fatto ricorso contro la decisione del governo socialista: «Esiste una legge che proibisce la consumazione di stupefacenti in Francia»

Ad autunno, nel decimo distretto di Parigi, aprirà la prima stanza del buco francese, un locale dove i tossicodipendenti possano consumare droga considerata illegale dallo Stato e che costerà ai contribuenti circa un milione di euro.

CONTRO LA LEGGE. I parigini, che da mesi si lamentano e protestano contro la decisione del governo socialista, hanno deciso di fare ricorso al Consiglio di Stato e al tribunale di Parigi. Serge Lebigot, presidente dell’associazione “Genitori contro la droga” ha spiegato così la decisione: «Esiste una legge che proibisce la consumazione di stupefacenti in Francia. In nome di che cosa si concede una deroga per il decimo distretto? [La stanza del buco] attirerà spacciatori, creerà una zona dove non vige la legge e alla fine porterà alla legalizzazione della droga».

SOCIALISTI TESTARDI. «Non c’è stato nessun dibattito in Parlamento su questo tema», continua Lebigot, che ieri ha presentato il ricorso davanti alle due Corti con questa motivazione: con l’apertura di una stanza del buco, i promotori «renderanno più facile, cercheranno di facilitare o si renderanno complici di facilitazione di uso di stupefacenti».
All’ultimo incontro pubblico organizzato dal partito di Francois Hollande a Parigi per far digerire la scelta ai residenti, nonostante belle parole e buone intenzioni, i deputati socialisti si sono rifiutati di ascoltare i problemi sollevati dai cittadini, che hanno anche fatto notare come di fianco alla sala di consumazione della droga «c’è una scuola elementare, un liceo e dei luoghi dove i bambini vanno a giocare».