Un secondo sindaco francese si rifiuta di celebrare un matrimonio gay e invoca l’obiezione di coscienza

Jean-Yves Clouet, sindaco di Mésanger, ha dichiarato: «Siamo una zona a forte tradizione cristiana, tanti sindaci hanno il mio stesso problema»

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Dopo quello di Jean-Michel Colo, il sindaco di Arcangues che appellandosi alla libertà di coscienza si è rifiutato insieme a tutti i suoi aggiunti di sposare una coppia omosessuale, è scoppiato un nuovo in caso in Francia. Anche Jean-Yves Clouet, sindaco di Mésanger, 30 chilometri da Nantes, non ha voluto celebrare un matrimonio gay, nonostante sia stata approvata da poco la legge Taubira che li autorizza: «Nella nostra regione rurale a forte tradizione cristiana siamo in tanti sindaci con lo stesso problema di coscienza – ha detto – Porrò il mio dilemma all’Associazione dei sindaci francesi».

LIBERTÀ DI COSCIENZA. Clouet ha ricevuto la solidarietà del Collettivo dei sindaci per l’infanzia, il cui portavoce Franck Meyer ricordava a tempi.it: «La legge sul matrimonio gay è legittima perché adottata a maggioranza dal Parlamento. Francois Hollande però l’anno scorso ha detto a Parigi durante il congresso dei sindaci che la legge si applica per tutti ma nel rispetto della libertà di coscienza. Ripeto: nel rispetto della libertà di coscienza». Secondo oltre 20 mila tra sindaci e aggiunti «nessuno dovrebbe essere costretto a fare qualcosa contro la sua coscienza. In questi casi, tocca al procuratore della Repubblica prendere disposizioni perché la legge venga applicata in altro modo».

LA PETIZIONE. Pochi giorni fa, anche la Manif pour tous ha lanciato una petizione per difendere il diritto dei sindaci e degli aggiunti all’obiezione di coscienza: « Questa legge urta profondamente le coscienze e mette in difficoltà coloro che sono chiamati a celebrare i matrimoni, cioè i sindaci e i loro aggiunti. Noi chiediamo solennemente al presidente della Repubblica di tornare sui suoi passi: che la legge sulla libertà di coscienza nell’applicazione della legge Taubira sia rispettata per tutti i sindaci, gli aggiunti e gli ufficiali dello Stato civile».

SANZIONI. Nel caso del sindaco di Arcangues Colo, il governo di Hollande ha minacciato sanzioni che vanno dalla sospensione temporanea dalla carica pubblica, a un’ammenda di 45 o 75 mila euro fino a tre anni di prigione.

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