Francia, nozze gay. Niente obiezione di coscienza per i sindaci? «Ogni ideologia restringe la libertà di pensiero»

Lo storico francese Roland Hureaux dopo la decisione del Consiglio costituzionale: «Lo scopo della legge Taubira è instaurare una morale radicalmente nuova e artificiale»

«Questo è il frutto amaro ma prevedibile di una legge contro la ragione e contro la libertà». Così lo storico e saggista francese Roland Hureaux commenta la decisione del Consiglio costituzionale in Francia di negare il diritto all’obiezione di coscienza ai sindaci che non vogliano celebrare i matrimoni gay. «La decisione è inaccettabile ma non sono sorpreso. La legge Taubira deriva dall’ideologia del gender e anche questo verdetto pare legato a un clima ideologico che avanza in tutta Europa».

COME OGNI IDEOLOGIA. Hureaux continua in un’intervista ad Avvenire: «Ogni sistema ideologico propone prima o poi delle restrizioni della libertà di pensiero. E quando si esprimono posizioni false come l’ideologia del gender si sente l’obbligo di reprimere chi pensa il contrario». La decisione è tanto più assurda dal momento che «nel nostro sistema, l’obiezione è stata riconosciuta a livello militare al tempo del servizio di leva, così come in altri ambiti».

NUOVA MORALE. Secondo lo storico, la richiesta dei sindaci è pienamente legittima perché «oggi anche i funzionari di Stato hanno talora diritto all’obiezione di coscienza. Sul piano dei principi assistiamo alla conferma di una deriva ideologica nata dal politicamente corretto. Lo scopo della legge Taubira era fin dall’inizio quello di instaurare una morale radicalmente nuova e artificiale».