Francia, non si salva nemmeno Hollande. Le lobby Lgbt accusano il suo governo di «palese omofobia»

L’Inter-LGBT ha messo alla gogna il governo francese per aver pubblicato sul sito del ministero della Giustizia un’immagine «palesemente omofoba e stereotipata»

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Chi l’avrebbe mai detto che un giorno il governo che più si è battuto per riconoscere i matrimoni gay sarebbe stato accusato di omofobia? Eppure è successo, perché un’associazione Lgbt francese si è scagliata ieri contro il presidente socialista Francois Hollande e i suoi ministri.

«IMMAGINE PALESEMENTE OMOFOBA». L’Inter-LGBT ha messo alla gogna il governo per aver pubblicato sul sito del ministero della Giustizia un’immagine «palesemente omofoba» e gli ha chiesto di «non utilizzarla più». L’immagine incriminata è la stessa per cui è stata subissata di insulti anche la banca Société générale, cioè un origami a forma di padre, madre e due bambini. Un’immagine molto comune, ma che richiama troppo il logo («omofobo») della Manif pour tous.

DOPO BARILLA, HOLLANDE. Secondo il portavoce di Inter-Lgbt, Marjorie Monni, si tratta di «un’immagine estremamente stereotipata. Le ragazze non portano più le trecce e non tutte le donne portano la gonna. Bisogna aprire sulla famiglia così com’è oggi».
Ironia della sorte, la rieducazione in stile Barilla che ha colpito la banca francese, che si è subito scusata annunciando che cambierà l’immagine, ora si ritorce contro i suoi promotori: il governo Hollande, però, non ha ancora risposto alle tante richieste di cancellare la foto.

«DISTRUZIONE DELLA FAMIGLIA». La presidentessa della Manif pour tous, Ludovine de la Rochère, ha protestato contro la rieducazione imposta dalle lobby Lgbt: «L’evoluzione culturale che stiamo vivendo è davvero preoccupante. Non bisogna lasciarsi intimidire e sotto il pretesto della neutralità accettare il terrorismo intellettuale. Ma quando noi parlavamo della distruzione della famiglia [a causa della legge Taubira], eccola qua. È arrivata in fretta».
Un pubblicitario intervistato dal Le Figaro anticipa le conseguenze dei recenti attacchi alle pubblicità colpevoli di mostrare la famiglia tradizionale: «Una casa con al centro un padre e una madre diventerà uno spot sempre più raro».

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