La Manif si spacca sulle unioni civili. Frigide Barjot esce dal movimento e fonda L’Avenir pour tous

Il nuovo movimento avrà come obiettivo di abrogare la legge Taubira, impedire l’adozione piena ma garantire tutti i diritti alle coppie gay con le unioni civili

«Non ho più alcun legame con la Manif pour tous». È quanto dichiarato ieri da Frigide Barjot al Le Figaro. “L’addetta stampa di Gesù”, ormai ex leader del grande movimento di popolo che si è opposto alla legge su matrimonio e adozione gay, lascia insieme agli altri due principali portavoce della Manif: Laurent Tcheng e Xavier Bongibault.

L’AVENIR POUR TOUS. Tutti e tre «non escono dal dibattito», ci tiene a precisare Barjot, ma poiché «la natura di questa battaglia è ormai cambiata», si lanciano in una nuova avventura e fondano il movimento “L’Avenir pour tous”, che avrà come obiettivo di entrare più attivamente in politica «chiedendo a tutti i candidati alle elezioni [in primis quelle amministrative, che si terranno nel 2014, ndr] di impegnarsi, con noi, e indicare nel preambolo del loro programma elettorale la volontà di abrogare la legge Taubira». Il manifesto della nuovo movimento sarà soprattutto inviato «ai candidati delle primarie Ump a Parigi».

UNIONI CIVILI. Barjot ci tiene a precisare che «l’Avenir pour tous sarà come una unità d’élite all’interno di quel grande esercito che si è impegnato nella Manif pour tous», ma è chiaro che si tratta di qualcosa di diverso con nuovi obiettivi. L’ex leader della Manif, infatti, ritiene che la soluzione migliore per la Francia sia «una legge sull’unione civile senza l’adozione piena, che modifica l’antropologia umana». Allo stesso modo la pensa Bongibault, presidente di “Più gay senza matrimonio”, al contrario della maggior parte dei manifestanti della Manif.

IL MANIFESTO. Alla base della frattura all’interno della Manif, e della decisione di «ripartire da zero» con L’Avenir pour tous, c’è il progetto, come indicato nel Manifesto del nuovo movimento, di «sottoporre a referendum l’inserimento del matrimonio e della filiazione nel dettato costituzionale» per «garantire la filiazione umana biologica ed evitare la deriva della fabbricazione di bambini». Nei prossimi mesi, infatti, si comincerà a parlare in Francia della legalizzazione dell’utero in affitto e della fecondazione assistita estesa a tutti. Il secondo obbiettivo è quello di «rimpiazzare la legge Taubira con una legge sull’unione civile senza l’adozione piena, che garantisca la sola filiazione biologica costituzionale e garantisca la libertà di coscienza» per i sindaci e dipendenti pubblici che non vogliono celebrare le unioni civili. Il terzo è «riconoscere alle coppie omosessuali il loro posto garantendo i diritti di unione, con uguale accesso ai diritti patrimoniali e fiscali come per tutte le altre coppie». Infine, ripristinare le parole “padre” e “madre” nel codice civile, ormai cancellate, e impedire la diffusione dell’ideologia di genere nelle scuole.

PACS. In Francia la legge sulle unioni civili, i PACS, Patto civile di solidarietà, esiste già dal 1999. L’obiettivo di L’Avenir pour tous sarebbe quello di rafforzarle, garantendo tutti quei diritti e doveri previsti per il matrimonio, adozione piena esclusa, ma non impedendo che un bambino possa essere cresciuto da una coppia omosessuale. Oggi si stima che circa 10 mila bambini vivano con una famiglia composta da partner dello stesso sesso.