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Francia. È inutile criticare la «scioccante» sponsorizzazione della pedofilia a scuola se non si sa più dire perché

settembre 26, 2014 Leone Grotti

Il commissario del governo francese presso il Consiglio di Stato ha dato ragione alle associazioni cattoliche e condannato la diffusione della teoria di genere a scuola da parte dell’ex ministro Peillon. Ma è una sconfitta

francia-ligne-azur-gay-genere-ideologiaIl commissario del governo francese presso il Consiglio di Stato (il “rapporteur” pubblico) ha dato ragione alla Confederazione nazionale delle associazioni familiari cattoliche, che avevano denunciato come l’ex ministro dell’Educazione nazionale Vincent Peillon avesse violato la «laicità della scuola» tentando di promuovere negli istituti gli interventi di un’associazione che sponsorizza la teoria di genere. Molti giornali francesi legati alla Manif pour tous hanno parlato di «vittoria» ma la realtà è che si tratta di una vittoria di Pirro. Ed è già un eufemismo.

LA CIRCOLARE. Il 4 gennaio 2013, in pieno dibattito sul matrimonio gay, Peillon aveva scritto una circolare destinata a tutti i rettori scolastici nella quale raccomandava di «diffondere con la più grande energia la campagna di comunicazione di Ligne Azur, che ascolta i giovani a riguardo del loro orientamento e identità sessuale». Le associazioni cattoliche sono ricorse al Consiglio di Stato a causa dei contenuti «quanto meno criticabili» delle campagne di Ligne Azur, che violano «i principi di neutralità e laicità della scuola» e la «libertà di coscienza» degli alunni.

PEDOFILIA E SADO-MASOCHISMO. Il commissario, il cui giudizio dovrebbe essere seguito dai giudici del Consiglio di Stato, ha dato ragione alle famiglie cattoliche in quanto Ligne Azur inneggia a pratiche illegali come l’uso di droghe e la pedofilia «senza specificare che sono proibite». Ha criticato poi la brochure “Calare le mutande” che «fa l’elogio del sado-masochismo e del libertinaggio (…) in termini che non osiamo ripetere in questa sede. Come non comprendere che dei genitori o ragazzi siano rimasti scioccati?».

«LEGGEREZZA DEL MINISTRO». Il “rapporteur” ha anche denunciato la presa di posizione di Ligne Azur a favore dell’apertura della fecondazione assistita alle coppie di lesbiche, vietata dalla legge, che «non è compatibile con la neutralità della scuola». Perciò, «senza puritanesimi eccessivi, non possiamo che stupirci della leggerezza del ministro quando invita i bambini» a consultare Ligne Azur.

francia-gender-scuola-libri2NESSUN GIUDIZIO DI VALORE. Anche se il commissario ha dato ragione alle associazioni cattoliche, le motivazioni addotte sono incredibilmente povere. Non si legge infatti un solo giudizio di valore. Si esprime una generica «comprensione» verso quei bambini che sono rimasti «scioccati» ascoltando in classe un’apologia del «sadomasochismo» o del «libertinaggio»; si riconosce che parlare della pedofilia senza specificare che è un reato sia «criticabile»; si ammette che il ministro abbia commesso una «leggerezza» spingendo tutti i rettori a sponsorizzare tra i bambini argomenti così osceni che in aula «non osiamo ripeterli».

POSIZIONE CULTURALE. Tutte queste cose si accennano solo usando parole vaghe. Ma non si ragiona mai sul perché. Perché non va bene educare i bambini a partire dai tre anni al «sadomasochismo»? Perché sponsorizzare la pedofilia tra ragazzini di sei anni è «criticabile»? Perché consigliare libri che hanno come scopo «pervertire le regole» sulla sessualità a scuola è «scioccante»? Il commissario del governo francese presso il Consiglio di Stato arringa basandosi su un senso comune ormai scomparso e facendosi scudo con evidenze che non vengono più riconosciute. Se il “rapporteur” non è in grado di rispondere a queste domande prendendo una posizione culturale e razionale, cominciando così a ricostruire quel senso comune cui fa riferimento, esultare non ha senso. Perché non è una vittoria, è la più grande delle sconfitte. Infatti, l’ex ministro dell’Educazione nazionale Benoit Hamon ha esteso a luglio «a tutte le scuole, tutti gli insegnanti e tutti gli allievi» proprio quello che il “rapporteur” ha appena definito «scioccante».

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6 Commenti

  1. lucillo says:

    Ci sono “Molti giornali francesi legati alla Manif pour tous” ? Però!

  2. Cisco says:

    Ormai più che le mutande il laicismo ha calato le braghe alla dittatura del relativismo. Poi hanno il coraggio di dire che sono i cattolici a fare il lavaggio del cervello ai bambini! Loro invece si occupano del lavaggio delle parti intime…

  3. kan63 says:

    Un ministrodi uno stato che sponsorizza nelle scuole materiale che esalta o anche solo propone comportamenti illegali o anche solo al limite della legge andrebbe accompagnato alla porta immediatamente…

  4. Donma says:

    Perché i nostri governanti non si preoccupano di quello che sta accadendo ai nostri ragazzi?

    Pansessualismo indotto dal lavaggio del cervello attuato senza sosta dai media e dai social-network. Bambini che scimmiottano comportamenti omosessuali sino a metterli in atto, ignari delle conseguenze. Ragazzine che si offrono al primo sconosciuto perché si vergognano della propria verginità. Pedofilia sdoganata in tutte le salse. Questo in nome della propaganda che vorrebbe annullare la biologia nella determinazione dei sessi sostituendo quest’ultima in “scelta culturale” in cui ognuno può essere ciò che vuole sessualmente. Siamo davanti al Caos partorito da una razza di adulti Orchi. Non pensino i nostri governanti che non ci sia un prezzo salatissimo da pagare. I giovanissimi di cui sopra manifestano gravi disturbi d’ansia con possibilità di evoluzioni, in non pochi casi, drammatiche. Vogliamo fermarci a riflettere sulle conseguenze di questa ideologia demenziale? Salviamo i nostri bambini, i nostri ragazzi, siamo ancora in tempo!

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