Nasko, mozione in Lombardia contro i nuovi parametri: «Sono criteri razzisti. Il vero scopo è abolire il fondo»

Intervista a Federico Illuzzi, capogruppo Ncd in Zona 9, che ha presentato la mozione: «Come si fa a sostenere il diritto alla vita come sacro e poi ragionare così senza nemmeno vergognarsi?»

Regione Lombardia ha rivisto i criteri di accessibilità al fondo Nasko per sostenere le donne che decidono di non abortire. «Ma così i soldi, già più che dimezzati, rischiano di rimanere inutilizzati», spiega a tempi.it Federico Illuzzi, capogruppo del Nuovo centrodestra in Zona 9, che ieri ha presentato una mozione al presidente Roberto Maroni.
Il fondo Nasko è uno dei fiori all’occhiello dell’amministrazione Formigoni, che solo l’anno scorso ha aiutato 1.261 donne a non abortire.

NUOVI CRITERI. L’assessore alla Famiglia, solidarietà sociale e volontariato di Regione Lombardia, Maria Cristina Cantù, il 4 marzo scorso aveva dichiarato che per l’anno 2014/2015 i parametri per l’erogazione dei fondi sarebbero cambiati, chiedendo che fossero esigibili solo dalle donne con un reddito Isee inferiore ai 7 mila euro (fino all’anno scorso la soglia era 12 mila). «Ma chi ha un reddito simile? Solo poche donne. Ce ne sono molte altre bisognose. In questo modo la maggior parte del fondo rimarrà inutilizzato», precisa Illuzzi. «È solo una scusa per abolirlo in futuro: è questo il vero fine politico mai esplicitato».

«INTENTO RAZZISTA». Per accedere al fondo Nasko, ed è il secondo parametro introdotto, bisognerà essere in possesso del permesso di residenza da cinque anni anziché da uno: «Questa misura è folle perché tra chi ha usufruito del fondo ci sono moltissime straniere – continua il capogruppo – Che colpa ne hanno loro se le italiane che domandano aiuto sono meno?». Per Illuzzi c’è «un esplicito intento razzista. L’assessore Cantù ha detto: “Nei tre anni della sperimentazione, abbiamo speso 18 milioni di euro tra i due fondi (Nasko e Cresco) di cui il 75 per cento è finito a extracomunitari (…). Non credo che la totalità dei cittadini lombardi, se opportunamente informati, si diranno totalmente soddisfatti dell’impiego di queste rilevanti risorse, soprattutto nell’attuale crisi”».

CONSULTORI A RISCHIO. Che le risorse a disposizione del fondo vengano dimezzate per questa logica, secondo Illuzzi, «è una vera assurdità: come si fa a sostenere il diritto alla vita come sacro e poi ragionare così senza nemmeno vergognarsi? È una cosa aberrante, che va contro la ratio del fondo Nasko». Così rischiano di chiudere anche i consultori, che ricavano il 40 per cento di introiti proprio dal Nasko: «Ricordo che con le risorse sfruttate dal Cav della Mangiagalli nel 2013 sono stati salvati 341 bambini, ma meno di un quarto delle loro madri domani rientrerebbe nei nuovi criteri».