«Attaccano ebrei e cristiani per distruggere l’identità stessa della Francia»

«Se ebrei e cristiani sono sotto attacco insieme in Francia non è un caso». Il commento al “caso Finkilekraut” del filosofo Robert Redeker

«Ci troviamo davanti alla fusione tra il vecchio antisemitismo e il nuovo, sempre più forte, di tipo islamico-di sinistra, dove l’antisionismo nasconde spesso l’antisemitismo». Così Robert Redeker commenta l’aggressione ad Alain Finkielkraut da parte di alcuni partecipanti alla manifestazione dei gilet gialli nel quartiere di Montparnasse a Parigi. In particolare, nei video si è distinto un musulmano tra i più agguerriti e violenti vicino agli ambienti estremisti.

Secondo il filosofo e scrittore, che dal 2006 vive sotto scorta per le minacce ricevute da fondamentalisti islamici, non è un caso che alcuni aggressori di Finkilekraut abbiano gridato, insieme ad altri epiteti antisemiti («puttana sionista di merda, ritorna Tel Aviv, noi siamo il popolo»), anche «Palestina». «L’antisemitismo è la figura astratta, metafisica dell’odio. È la radicalità dell’odio. Ecco perché non muore mai».

«LA CIVILTÀ GIUDAICO-CRISTIANA È SOTTO ATTACCO»

Collegando l’aggressione a Finkielkraut alla profanazione di decine di chiese in Francia negli ultimi mesi, Redeker dichiara al Figaro:

«Il ministro dell’Interno ha annunciato che 878 attentati a edifici e sepolture cristiane si sono verificate nel 2018. Queste cifre sono tanto impressionanti quanto poco conosciute. Che le violenze antisemite e anticristiane si scatenino insieme non è strano. L’anticattolicesimo è l’ingratitudine della Francia per la matrice da cui è nata. Cosa si cerca di distruggere? Innanzitutto la legge della Scrittura, i due Testamenti, l’idea stessa che la Scrittura è il nostro fondamento comune. Sono i fondamenti della civiltà giudaico-cristiana che sono sotto attacco frontale. Inoltre, siamo davanti alla volontà di distruggere il popolo francese, mascherato da pretesa di essere il popolo, come osano affermare i patetici aggressori di Finkielkraut. Francia e Israele sono, come sottolineato da Claudel, le due nazioni che hanno un destino e una responsabilità soprannaturali».