Filippine. Liberato il sacerdote rapito dai terroristi islamici quattro mesi fa

L’arcivescovo filippino Martin Jumoad si è rallegrato per la liberazione del sacerdote cattolico a Marawi, ancora in guerra: «È il risultato della nostra fiducia nella preghiera»

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Rescued Roman Catholic priest Father Teresito Soganub, waves as he is presented to the media in a news conference Monday, Sept. 18, 2017 at Camp Aguinaldo in suburban Quezon city northeast of Manila, Philippines. Philippine troops have rescued Father Soganub and another civilian who were among dozens of people abducted in May when hundreds of militants aligned with the Islamic State group laid siege on southern Marawi city, officials said. At right is Defense chief Delfin Lorenzana. (AP Photo/Bullit Marquez)

È stato liberato nelle Filippine padre Teresito “Chito” Soganub, rapito quattro mesi fa a Marawi da gruppi terroristi legati all’Isis. Il sacerdote sarebbe riuscito a fuggire insieme a un altro ostaggio mentre le milizie islamiste erano impegnate in un combattimento con l’esercito regolare. I militari l’hanno tratto in salvo vicino alla moschea di Bato, una delle roccaforti dei terroristi.

GUERRA DI MARAWI. Il 23 maggio la città di Marawi è stata occupata da centinaia di jihadisti, con l’obiettivo di farne la capitale di un Califfato asiatico. I miliziani del Maute e di Abu Sayyaf hanno preso in ostaggio decine di persone, mentre 180mila residenti scappavano già dopo le prime ore dell’offensiva. L’esercito è intervenuto subito per riconquistare la città, ma dopo quattro mesi di guerra casa per casa e bombardamenti a tappeto, che hanno ridotto la città  a un agglomerato di macerie e scheletri di palazzi distrutti, i jihadisti controllano ancora alcuni quartieri. Dall’inizio dell’offensiva sono già morte più di 800 persone.

«MERITO DELLA PREGHIERA». L’arcivescovo filippino Martin Jumoad si è rallegrato per la liberazione del sacerdote, come riporta AsiaNews: «È il risultato della nostra fiducia nella preghiera. Molti hanno pregato per la sua libertà. Così tante messe sono state celebrate con quest’intenzione. Il potere della preghiera si mostra ancora una volta come testimonianza della nostra solida fede in Dio».
Secondo l’esercito, ci sono ancora una sessantina di terroristi che combattono a Marawi e si rifiutano di abbandonare la città, «una piccola resistenza».

Foto Ansa/Ap

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