La figlia di Asia Bibi: «Noi cristiani del Pakistan siamo perseguitati ma non perdiamo la nostra fede»

La testimonianza della figlia della donna in carcere per blasfemia. «Piange ogni giorno perché le manca la sua famiglia. Noi possiamo andare a trovarla soltanto una volta al mese»

asia-bibiTratto da Acs «Tutti noi cristiani del Pakistan siamo perseguitati ma non perdiamo la nostra fede». È la testimonianza Eisham Ashiq, figlia di Asia Bibi, pubblicata sull’ultimo numero di Informazione Chiesa Perseguitata, il periodico di Aiuto alla Chiesa che Soffre interamente dedicato ai cristiani perseguitati.
Eisham, che aveva soltanto 9 anni quando Asia Bibi è stata ingiustamente accusata di blasfemia, racconta ad ACS quel tragico giorno del 2009 in cui sua madre le è stata portata via. «Mia madre è innocente», esclama spiegando perché alcune donne musulmane hanno accusato Asia, “colpevole” di aver bevuto dal loro stesso bicchiere ed avere reso l’acqua impura, «perché i cristiani sono impuri e non sono degni di mangiare e bere assieme ai musulmani».
Oggi la donna cristiana, madre di cinque figli, vive in una piccola cella del carcere di Multan dalla quale non può mai uscire perché rischia di essere uccisa. «Piange ogni giorno perché le manca la sua famiglia. Noi possiamo andare a trovarla soltanto una volta al mese».

In questo numero di Informazione Chiesa Perseguitata, anche un approfondimento sulla situazione dei cristiani in Pakistan e le ultime notizie riguardanti i cristiani perseguitati.
Il periodico sulla Chiesa perseguitata di ACS ospita regolarmente l’editoriale di giornalisti e studiosi esperti di libertà religiosa. Dopo Aldo Maria Valli e Sandro Magister, in questo numero il prof. Ernesto Galli della Loggia parla dell’inerzia dell’Occidente di fronte alla persecuzione cristiana che «imperversa in tanta contrade d’Africa e d’Asia». Galli Della Loggia guarda in particolar modo all’Europa: «L’Europa che pensa e che scrive, talora perfino l’Europa che crede, è così venuta vergognandosi dello stesso Cristianesimo, che pure ha contribuito in tanta parte alla sua nascita e alla sua vita. Per esempio ha accettato l’idea che esso sia stata la sola religione a impugnare talora le armi o a praticare l’intolleranza».