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Una festa per san Francesco, cioè per la nostra vera identità

Di Lorenzo Malagola
04 Ottobre 2025
La proposta di legge presentata da me e da Lupi è molto più di una vacanza aggiuntiva: significa ridare senso e memoria collettiva a una nazione che oggi rischia di smarrirsi
Un particolare del più antico ritratto conosciuto di san Francesco d’Assisi, nel santuario del Sacro Speco di Subiaco
Un particolare di quello che è ritenuto essere il più antico ritratto conosciuto di san Francesco d’Assisi, nel santuario del Sacro Speco di Subiaco (Roma)

Ogni nazione ha un giorno che la definisce. Gli Stati Uniti hanno il 4 luglio, il giorno dell’Indipendenza; la Francia il 14 dello stesso mese, la presa della Bastiglia. Non sono semplici ricorrenze, ma colonne portanti dell’identità nazionale. L’Italia, certo, ha il 25 aprile e il 2 giugno, momenti legati alla storia recente e alle vicende del Novecento. Ma il nostro paese possiede anche un tesoro più antico, più universale, più forte di qualsiasi anniversario politico: san Francesco d’Assisi, patrono e simbolo della nostra nazione. Eppure, a quasi ottocento anni dalla sua morte, solo ora il 4 ottobre, giorno della sua scomparsa, torna a essere riconosciuto come festa nazionale, dopo che venne abolita nel 1977. Un importante traguardo reso possibile dall’impegno del governo Meloni, che ha raccolto l’appello lanciato lo scorso anno da Davide Rondoni, presidente del Comitato nazionale per i festeggiamenti dell’ottavo centenario della morte del santo, grazie a una proposta di legge prese...

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