«Noi, femministe e lesbiche, non andremo al Gay pride Lgbt di Lione perché promuove l’ideologia dell’utero in affitto»

Intervista a Marie Da Fonseca, addetta stampa del movimento femminista francese “Osez le féminisme 69”: «Parte del movimento Lgbt è contro il corpo delle donne. Quello della scelta individuale è un mito»

«L’utero in affitto è frutto di un’ideologia che strumentalizza e porta alla commercializzazione del corpo delle donne. Ecco perché non parteciperemo al Gay pride di Lione». A fare questa affermazione a tempi.it non è il portavoce della Manif pour tous, ma Marie Da Fonseca, addetta stampa del movimento femminista “Osez le féminisme 69”, che fa parte del movimento Lgbt francese e si batte «per i diritti delle donne e delle lesbiche». Il movimento, insieme ad altre 38 associazioni unite contro il sessismo e a favore dei diritti dei gay e delle lesbiche, non parteciperà al Gay pride di Lione, che si svolgerà il 14 giugno prossimo con il titolo: “Il nostro corpo, la nostra scelta: diritti dei trans, Pma (fecondazione assistita), Ivg (interruzione di gravidanza), Gpa (utero in affitto) e prostituzione”

Perché un movimento come il vostro non parteciperà al Gay pride?
Noi come associazione siamo a favore dei diritti delle donne e quindi consideriamo la prostituzione e l’utero in affitto, cioè donne che hanno bambini per altre persone, come una strumentalizzazione e una commercializzazione del corpo delle donne. In altre città partecipiamo al Gay pride ma non a Lione.

Perché siete contro l’utero in affitto?
È il peggior prodotto del sistema patriarcale e capitalista, che si arroga il diritto di trattare le donne e i bambini come semplici prodotti di consumo. Sottolineo anche che il mito della scelta individuale nel caso della prostituzione e dell’utero in affitto contribuisce a perpetuare l’oppressione subita da una grande maggioranza di persone e nuoce gravemente al rispetto della loro dignità e dei loro diritti fondamentali.

Voi fate parte del movimento Lgbt?
Sì.

E gli organizzatori del Gay pride di Lione?
Pure. Ma abbiamo programmi diversi. Siamo molto divisi all’interno del movimento Lgbt, non c’è una posizione unanime.

Non è paradossale che parte del movimento Lgbt sia contro le donne?
Il movimento Lgbt non è contro le donne.

Però il Gay pride a Lione sostiene utero in affitto e prostituzione.
È vero, ma per essere contro le donne bisogna fare atti di violenza. Diciamo che loro sono contro il corpo delle donne, contribuendo alla sua strumentalizzazione. Noi comunque vogliamo cambiare questo sistema neoliberale che obbliga le donne a scegliere tra il loro corpo e il loro portafogli. Io non ho mai sentito dire da una donna: da grande vorrei fare la prostituta. Nel movimento Lgbt siamo tutti d’accordo nel dire “Il corpo è mio”, ma chi sostiene poi che è lecito venderlo è solo un ipocrita.

Lei sa che su questi temi siete perfettamente d’accordo con i vostri acerrimi nemici della Manif pour tous?
Assolutamente no. Noi non accettiamo di essere associati alla Manif, che combattiamo ogni giorno.

Però su questi due singoli punti dite le stesse cose.
È vero ma per ragioni diverse. Non saremo mai d’accordo con loro.

E se Hollande alla fine approvasse l’utero in affitto?
Non c’è stato ancora dibattito su questo punto: noi speriamo che Hollande non ne permetta mai l’introduzione. Non devono seguire questa via.

Cosa pensate del lavoro del suo governo?
Siamo contenti perché ha fatto progredire i diritti dei gay e delle lesbiche ma con questa politica di austerità prolungata sta colpendo soprattutto le donne.

Che cosa farete adesso con il Gay pride?
Niente, non parteciperemo. Vorremmo chiarirci con quelli di Lione ma con loro è impossibile parlare. Andremo avanti per la nostra strada nel batterci per i diritti di donne e lesbiche.

Ma l’utero in affitto, afferma parte del movimento Lgbt, promuove l’uguaglianza. Voi non sostenete questo valore?
La verità è che c’è una grande ideologia. Noi capiamo il desiderio di avere un bambino ma dobbiamo valutare anche le conseguenze di una simile scelta. Per le donne sarebbero terribili. Apparentemente l’utero in affitto porta l’uguaglianza, perché permette anche a chi non può di avere un bambino, ma una simile legge sarebbe dannosa per le donne. L’uguaglianza ci sarebbe solo per i ricchi che possono comprare il corpo delle donne. E questa si chiama disuguaglianza.