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“Sì sì, no no”. Il fascino drammatico dell’educazione

Di Giancarlo Cesana
27 Settembre 2025
Il primo sentimento di un ragazzo di fronte a un insegnante o comunque a un adulto è se costui riconosce una verità più grande di sé e per questa lo accoglie e lo sostiene
Una delle sculture del Parco di Vigeland, Oslo, Norvegia
Parco di Vigeland, Oslo, Norvegia

Riporto qui alcuni contenuti del mio intervento del 26 agosto al Meeting di Rimini. Ho parlato insieme a don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, e al magistrato Domenico Airoma. Moderatore dell’incontro è stato Emanuele Boffi, direttore di questo giornale. Il titolo era “Sì sì, no no. Il rischio dell’educazione”, ispirato dal Vangelo di Matteo 5,37: «Sia invece il vostro parlare: sì, sì, no, no; il di più viene dal Maligno», l’invito di Gesù a essere semplici ed essenziali. Echeggia lo slogan in cui Tempi riassume il proprio stile giornalistico, “chiamare le cose con il loro nome”. Una volta chiesi a don Luigi Giussani come si fa ad essere semplici. Mi rispose che bisogna essere decisi. Appunto, la caratteristica dell’essenzialità, anche e forse soprattutto nel giudizio. Il giudizio è l’atto – non l’opinione – attraverso cui si comprende e si affronta la realtà, il rapporto con le cose e le persone. È espressione di appartenenza. Per tutti e sempre; sia per chi ritiene di dipende...

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