«Il governo cinese sapeva del virus, ma ci ha nascosto la verità»

A Wuhan il governo sta facendo il test a oltre 10 milioni di persone in 10 giorni per scoprire chi è contagiato. In un’intervista esclusiva a Tempi, la scrittrice Fang Fang spiega perché il regime ha tanto da farsi perdonare

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La Cina sta facendo milioni in 10 giorni di test all’intera popolazione di Wuhan per scoprire immediatamente chi è affetto da Covid-19 e chi no. La decisione è stata presa dalle autorità dopo che nell’epicentro della pandemia, che ha subito un rigidissimo lockdown di 76 giorni, sono stati scoperti 6 nuovi casi. I giornali governativi hanno parlato dell’iniziativa senza precedenti come della «battaglia dei dieci giorni», scrive la Cnn. Oltre 10 milioni di persone saranno esaminate in tutto: un milione al giorno.

ORA IL GOVERNO SI DIMOSTRA INFLESSIBILE

La «fenice cinese» Wuhan, come la definiscono molti media governativi, era tornata a una semi-normalità l’8 aprile ma dopo un mese il virus sembra aver ripreso a circolare, facendo temere alla popolazione una nuova quarantena. Il funzionario a capo del sottodistretto di Changqing, dove si sono verificati i nuovi casi, è stato rimosso dal suo incarico «per aver fallito nel prevenire nuove infezioni», ha scritto il China Daily.

Per comprendere perché il governo si dimostra ora così inflessibile, anche a fronte di una manciata di casi scovati, bisogna ricordare le prime fasi della pandemia, quando il Partito comunista ha aspettato oltre un mese ad avvertire la popolazione di Wuhan di che cosa stava accadendo, permettendo così la diffusione incontrollata del virus.

INTERVISTA A FANG FANG SUL PROSSIMO TEMPI

«Quello che mi ha fatto infuriare più di tutto è che il governo nei primi momenti dell’epidemia ha nascosto alla popolazione quello che stava davvero succedendo. E ha causato la morte di così tante persone». Così la famosa scrittrice Fang Fang ha spiegato in un’intervista esclusiva che è presente sul numero di Tempi che cosa è successo davvero a Wuhan tra dicembre e gennaio.

L’autrice è diventata famosa in tutto il mondo per aver raccontato il lockdown su Weibo in un «diario» letto da decine di milioni di persone. Per aver denunciato anche gli errori e l’arroganza del governo, però, è ora vittima di accuse e calunnie «in un clima da Rivoluzione Culturale».

«ORA L’ESTREMA SINISTRA MI ATTACCA»

Dichiara così Fang Fang a Tempi in un passaggio dell’intervista:

«Ai piani alti sapevano fin dai primi di gennaio che questo virus era contagioso, ma non hanno detto niente alla gente comune, fino al punto da non prendere tutte le necessarie precauzioni per prevenire la diffusione dell’epidemia. Ed è proprio per questo che la gente è andata nel panico e il sistema sanitario è collassato, causando la morte di così tante persone».

Fang Fang, il cui Diario da Wuhan sarà pubblicato negli Stati Uniti a giugno, si trova tuttora «sotto attacco da parte dell’estrema sinistra, che diffonde ogni tipo di falsità contro di me. Sono arrivati fino al punto di attaccare i professori e gli accademici che si sono espressi in mio favore. Ma io continuerò a combattere e a ribattere alle loro accuse».

Foto Tempi