Evviva le Olimpiadi invernali, alla faccia di Ipocrisia e Malevolenza

Di Carlo Simone
12 Febbraio 2026
C'è chi si indigna per i soldi spesi per i Giochi e chi li vuole boicottare. E poi ci sono io che non capisco niente ma seguo le gare e gli atleti, urlo per un backflip e penso che abbiamo fatto bene a organizzarli
Gli atleti italiani dello short track misto sul podio dopo la vittoria della medaglia d'oro
Gli atleti italiani dello short track misto sul podio dopo la vittoria della medaglia d'oro (foto Ansa)

Ogni mattina, Ipocrisia e Malevolenza si svegliano e sanno che dovranno correre più veloci del Sistema per regalare una medaglia d’oro alla propria coscienza. Ipocrisia inforca la sua bicicletta, esce dall’Area C e va a storcere il naso davanti al Villaggio Olimpico presso Fondazione Prada. Ieri era in piazza Leonardo a protestare in tenda contro l’assenza di studentati a Milano, oggi che il Villaggio diventerà studentato sputa sui prezzi imposti dal libero mercato. Sui social su cui ieri postava stizzita contro l’abbattimento degli orsi in Trentino, oggi spiega ai residenti di Cortina che dovrebbero indignarsi per l’abbattimento degli alberi e la costruzione della nuova pista di bob.

Ipocrisia non ammetterà che la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi allo stadio Olimpico (pardon, San Siro) è stata tutto sommato un bello spettacolo; si concentra piuttosto sul fatto che sia dovuto arrivare quel mostro di Vance perché rifacessero il marciapiede di via Procaccini. Invia una troupe sulla scena del delitto delle Olimpiadi invernali di Torino 2006 per valutare quanti soldi siano stati sprecati allora per infrastrutture oggi semi-abbandonate, e scuote contrariata la sua bionda chioma (ma è tinta, poiché ormai gli anni passano anche per lei).

Post pieni di coscienza critica e cavi tranciati

Malevolenza non vuole essere da meno. Indossa il suo passamontagna, imbraccia la sua tenaglia e si reca di nascosto a Bologna, poco prima dell’alba, a tranciare i cavi dell’alta velocità. Sa che i post di Ipocrisia trasudanti coscienza civica non basteranno a bloccare le Olimpiadi, perciò sarà meglio cominciare fermando i treni. Recupera i suoi amici della Valsusa, i medesimi dello stretto di Messina e di Torino, e se ne va a sparare petardi contro le forze dell’ordine e gli atleti barricati nel Villaggio Olimpico.

Sa che così guadagnerà i suoi cinque minuti di celebrità a reti unificate, dimostrando all’ecumene che esiste chi ancora in Italia si opponga al regime instaurato da Giorgia Meloni, mentre con la mano carezza il santino di Maduro che nasconde cucito sopra il cuore. Poi tutto si risolverà nell’ennesima bolla di sapone scoppiata in faccia a un poliziotto contuso, poiché comunque non esiste più la Malevolenza di una volta, e l’anarchia contemporanea stenta a sollevarsi sopra la meschina mediocrità.

Storie umane che conosciamo grazie alle Olimpiadi

Poi ci sono io, che non capisco niente. Che mi sono commosso ascoltando Bocelli e che osservo con curiosità il braciere-pallone che illumina l’Arco della Pace sotto cui andavo in bici da bambino. Che nella mia ignoranza penso che quotidianamente abbattiamo alberi e spendiamo milioni, anzi miliardi di denaro pubblico (nell’organizzazione delle Olimpiadi ne è entrato anche tanto privato) per futilissimi motivi, mentre le Olimpiadi non sono uno di questi. Non lo sono, vuoi perché si tratta di una tradizione millenaria e ciò che resiste agli urti del tempo di solito nasconde un profondo valore. Vuoi perché per una volta abbiamo fatto vedere ai bambini che ogni sera guardano allarmati con la coda dell’occhio il telegiornale che il mondo può anche essere unito, anche se “solo” in nome dello sport.

Il pattinatore americano  Ilia Malinin esegue il salto mortale all'indietro durante la prova individuale della gara a squadre alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026
Il pattinatore americano Ilia Malinin esegue il salto mortale all’indietro durante la prova individuale della gara a squadre alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 (foto Ansa)

Vuoi soprattutto perché viene offerto, una volta ogni quattro anni, un degno palcoscenico a ragazze e ragazzi che mai consideriamo, persi dietro a ventidue mutandati che inseguono una palla, e che sono invece tra quanto di meglio il mondo laico abbia da offrire: modelli sani per i più giovani, ma anche per i più grandi (avete sentito l’intervista di Sofia Goggia sul sacrificio? Da brividi), picchi di genio e sregolatezza (chi non ha urlato davanti al salto mortale di Ilia Malinin non ha l’anima), storie pienamente umane che abbiamo la fortuna di poter conoscere e considerare soltanto grazie alle Olimpiadi (dalla prometeica hybris di Lindsey Vonn, unitamente alla saggezza del suo post dopo l’infortunio, a Francesca Lollobrigida che vince l’oro e corre ad abbracciare il suo bambino).

Viva i soldi spesi per le Olimpiadi

L’uomo fa il male come le api il miele, scriveva William Golding: e aveva ragione. Spendiamo tanto tempo, soldi ed energie a peggiorare il mondo. Davvero dobbiamo indignarci per quelli spesi (e, chissà, almeno in parte investiti) per organizzare le Olimpiadi?

Finita la giornata di duro lavoro, Ipocrisia e Malevolenza tornano a casa (chi in Montenapoleone, chi al Leoncavallo). Siccome sono brave persone, aprono il Vangelo di Giovanni, e leggono la loro pagina preferita, quella in cui Giuda domanda a Cristo: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?» È la pagina che hanno meno compreso: tuttavia le affascina.

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1 commento

  1. MARIA CONSUELO CRISTOFORI

    Articolo davvero bello, grazie Carlo!

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