Eutanasia. Nel 2018 casi aumentati in Canada del 57 per cento

L’anno scorso sono morte con l’iniezione letale 4.235 persone, quasi ottomila in appena tre anni. Il Belgio ci ha messo 15 anni per raggiungere la metà dei casi

Nel 2018 sono morte in Canada con l’eutanasia 4.235 persone, un aumento del 57 per cento rispetto al 2017, quando si erano verificati 2.704 decessi. I numeri della “buona morte” crescono a ritmo vertiginoso nel paese: nel 2017 infatti i casi erano aumentati rispetto al 2016 del 168 per cento. Dal dicembre 2015 hanno scelto l’iniezione letale 7.949 persone.

LEGGE NON RISPETTATA

I nuovi dati sono stati diffusi dalla principale attivista canadese favorevole all’iniezione letale, Jocelyn Downie, e non dal governo. La docente di Giurisprudenza ha affermato che non si sono verificati casi di violazione della legge, ma le sue parole sono smentite dal rapporto pubblicato dal Quebec a fine 2018. Nel documento si legge che in decine di casi non è stato possibile accertare se la legge è stata rispettata o meno, in 19 casi sicuramente i medici hanno violato la legge, anche se nessuno è stato perseguito.

QUANTO È FACILE MORIRE IN CANADA

La legge canadese è molto meno restrittiva di quelle di Belgio e Olanda. In base al Bill C-14, infatti, per essere uccisi bisogna essere affetti da una malattia incurabile per la quale «la morte naturale è ragionevolmente prevedibile». Sia la malattia incurabile che la sua ragionevole prevedibilità non devono essere stabiliti da dati medici oggettivi, è sufficiente che «il personale medico o infermieristico sia dell’opinione che la persona soddisfi tutti i criteri». Non è richiesto dunque che la legge venga rispettata, ma che il medico pensi che sia rispettata.

La legge specifica inoltre che un medico non può essere incriminato di omicidio neanche quando la sua opinione sul rispetto dei criteri della legge si riveli «errata». Il testo della norma, infine, garantisce una inedita immunità a «chiunque» faccia «qualsiasi cosa» per procurare la morte di un terzo che ne abbia fatto richiesta.

«SCELTA AMMINISTRATIVA COME UN’ALTRA»

Il Belgio, che ha una popolazione inferiore della metà al Canada, ci sono voluti 15 anni per raggiungere 2.357 casi accertati. Il Canada dopo tre anni è già arrivato a 4.235. Tre bioeticisti canadesi hanno pubblicato un articolo sul Journal of Medical Ethics l’anno scorso sottolineando che «nonostante le linee guida sanciscano che “l’aiuto medico alla morte” è l’ultima opzione da esplorare», di fatto l’iniezione letale viene trattata «come una scelta amministrativa senza particolari implicazioni morali».

Non è un caso infatti che nelle sale d’aspetto degli ospedali del circuito William Osler Health System si trovino annunci pubblicitari che sponsorizzano l’eutanasia, senza fare riferimento né alle cure palliative né ad altri modi di affrontare la malattia. Il Maid (Medical Assistence in Dying), si legge in uno di questi annunci, «è un servizio medico in Canada, attraverso il quale dottori e infermieri aiutano i pazienti che ne hanno diritto a realizzare il loro desiderio di porre fine alle loro sofferenze».

Foto Ansa