Europee, Renzi: «Cinque donne capolista per il Pd»

La direzione nazionale ha votato all’unanimità, le prime in lista saranno Simona Bonafé, Alessandra Moretti, Alessia Mosca, Pina Picierno e Caterina Chinnici

Matteo Renzi ha presentato le liste alle Europee del Pd con un annuncio che ha spiazzato: «Il Pd avrà per le candidature cinque donne, credo sia la migliore risposta a chi mi ha accusato di scarsa sensibilità sul tema. Non cinque bandierine, ma cinque persone che per la loro esperienza e storia personale possono dare un contributo all’Europa». Ma Renzi non è riuscito a cancellare del tutto l’impressione che si tratti di una mossa mediatica e anche di un’abile mossa politica, per cercare di mettere a tacere le voci dei “dissidenti interni”. La lista è stata approvata all’unanimità.

LE CINQUE DONNE. Per l’Italia centrale (Toscana, Lazio, Marche e Umbria) dunque Renzi vorrebbe la renziana doc Simona Bonafé, per il Nord-Est l’ex portavoce di Pierluigi Bersani e deputata vicentina Alessandra Moretti (che ha scalzato l’ex ministro prodiano Paolo De Castro tra le polemiche interne). A Nord-Ovest Alessia Mosca, lettiana. Al Sud la sempre verde Pina Picierno, che Renzi ha giò voluto nella segreteria nazionale (dipartimento legalità e Sud). Per le Isole, Renzi ha proposto la siciliana Caterina Chinnici, magistrata e figlia del giudice Rocco Chinnici, il fondatore del pool antimafia di Falcone e Borsellino, che fu assassinato dalla mafia nel 1983.

GLI ALTRI VIP. Chinnici ha battuto l’altra candidata proposta per la circoscrizione Isole, il sindaco di Lampedusa Giusy Nicolini, che però rimane subito dietro di lei in lista. Per le Isole, dietro le due donne corre l’ex governatore della Sardegna Renato Soru. Nel Nord Ovest, dietro Mosca ci sono due storici big come Mercedes Bresso e Sergio Cofferati; mentre nel Nord Est corre anche l’ex ministro all’Integrazione del governo Letta, Cecile Kyenge. Al Sud, dietro la giovane Picierno, c’è l’ex dalemiano- poi renziano sindaco di Bari Michele Emiliano e l’eurodeputato uscente Gianni Pittella.

LO SCONTRO SICILIANO. Durante la direzione si è consumato anche un siparietto con il Pd siciliano protagonista: il partito nell’isola è dilaniato nelle ultime ore nello scontro tra il governatore Rosario Crocetta, che la notte di lunedì ha varato il suo primo rimpasto di giunta, e l’attuale segretario del partito, il “giovane” cuperliano Fausto Raciti (alla base dello scontro un “sostanziale” problema di poltrone). Crocetta avrebbe voluto la “sindaca di Lampedusa” nonché amica personale Giusy Nicolini come capolista, perché «Caterina Chinnici è figlia di un magistrato assassinato dalla mafia, ma ha anche fatto parte della giunta Lombardo» ha spiegato in direzione. La replica del segretario regionale, al vetriolo: «Crocetta sbaglia, e dovrebbe vigilare se nella sua giunta non ci siano casi più gravi». Sebbene sia stato richiesto di approfondire il tema Sicilia in direzione, per il momento la discussione è stata rinviata.