Le elezioni annullate in Romania, il tappeto rosso di Starmer e Macron a Erdogan che arresta gli oppositori, la proposta di Azione e le campagne insensate contro Meloni. Rassegna ragionata dal web
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il primo ministro britannico Keir Starmer partecipano insieme ad altri capi di governo a una videoconferenza con la presidente della Commissione europea, lo scorso 7 marzo (foto Ansa)
Su Euronews Estelle Nilsson-Julien scrive: «La Commissione europea ha adottato misure per affrontare le interferenze straniere nelle elezioni in Romania, ma non ha vietato i candidati. A dicembre, la Commissione ha annunciato l'avvio di un procedimento legale contro TikTok, a causa di una "sospetta violazione" della legge sui servizi digitali. La piattaforma è accusata di non aver mitigato i rischi che hanno minacciato l'integrità delle elezioni rumene di novembre».
In Romania è stato annullato il voto del primo turno delle presidenziali e poi è stato arrestato il candidato della destra radicale a cui è stato impedito di presentarsi. Il tono serafico con cui la Commissione europea segue queste vicende non corrisponde alla gravità di quel che è avvenuto. Vi sono rilevanti ambienti della politica europea che non colgono bene i guasti che ai sistemi liberaldemocratici del Vecchio continente può provocare un certo tipo di lotta che invece di contrapporre idee a idee, privilegia la censura ...
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