Etichette degli alimenti come semafori. Italia e Francia sono contrari

La Gran Bretagna propone il suo modello all’Europa. Se passasse questo provvedimento, sarebbero alla gogna l’olio d’oliva, i latticini e la pasticceria francese

Qualche tempo fa è stata introdotta in Gran Bretagna una nuova normativa sulle etichette alimentari. Non più solo le percentuali nutritive dell’alimento, ma anche delle lanterne semaforiche, per mettere in guardia l’acquirente sul contenuto nascosto. Rosso se il cibo è ricco di grassi o zucchero, giallo per i cibi a metà tra benessere e ipercalorie, e verde per gli alimenti che hanno il via libera. Queste etichette terrorizzanti sono state accolte dal pubblico inglese in maniera così entusiasta che la Gran Bretagna ha portato il suo esempio al Parlamento europeo.

ITALIA E FRANCIA CONTRO. Al Comitato permanente europeo della catena alimentare è subito arrivata allarmata una delegazione italiana del Ministero della salute, che a ruota è stata seguita da una delegazione francese. Il motivo è semplice, se passasse questa nuova normativa sulle etichette semaforiche la maggior parte dei cibi mediterranei sarebbero bollati con il rosso. Che dire del pesce azzurro, dell’olio d’oliva, dei latticini di ogni forma e stagionatura, della grande tradizione della pasticceria francese? L’unico stato ad aver deciso di sposare la linea allarmistica degli inglesi è stato il Belgio, mentre Spagna, Lussemburgo, Lettonia, Romania, Cipro e Croazia hanno detto di condividere le motivazioni italiane. La Danimarca si è invece interrogata sulle complicazioni che potrebbe d’ora in poi avere un paese europeo a voler commercializzare cibi all’estero, dovendo apporre le etichette distintive.