E alla fine Esselunga l’ha spuntata sulla Coop. Modena, l’Antitrust dà ragione a Caprotti

Il garante ribalta la sentenza del Tar: «Impedendo ad un concorrente efficiente di accedere al mercato, Coop Estense ha determinato un danno ai consumatori in termini di maggiori prezzi e/o di minore scelta»

Coop Estense ha fatto di tutto per impedire a Esselunga di aprire a Modena e provincia. Con grave danno tanto per il terzo polo della grande distribuzione in Italia quanto per i consumatori. La Sesta Sezione del Consiglio di Stato ha confermato la validità della sanzione di circa 4,6 milioni di euro, comminata il 6 giugno 2012 dall’Autorità Antitrust a Coop Estense per «abuso di posizione dominante a fine escludente» ai danni di Esselunga, per le barriere all’ingresso in vario modo frapposte all’apertura di supermercati e ipermercati tra Modena e Vignola tra il 2001 e il 2009. Il Consiglio di Stato ha così ribaltato la sentenza con cui il Tar del Lazio, su ricorso di Coop Estense, aveva annullato lo scorso agosto la sanzione dell’Antitrust.

LA VICENDA. L’Antitrust nel 2012 aveva deliberato l’abuso di posizione dominante da parte di Coop Estense, che aderisce insieme ad altre otto grandi cooperative a Coop Italia, ai danni di Esselunga in quanto la cooperativa aveva messo in atto «una strategia unitaria, continuata e ripetuta dal 2001 al 2009, i cui effetti permangono ancora oggi» volta a impedire l’ingresso di Esselunga nella provincia di Modena. In particolare, Coop Estense, secondo il garante, si era «frapposta, in maniera sistematica, ai tentativi del concorrente di avviare nuovi punti vendita alimentari, in aree potenzialmente idonee ad insediamenti commerciali e già nella sua disponibilità, in particolare nei Comuni di Modena prima e di Vignola poi, anche intervenendo strumentalmente negli iter amministrativi in corso avviati da Esselunga per ottenere le necessarie autorizzazioni». «Tale strategia», oltretutto, proseguiva l’Antitrust, si inseriva «in un contesto di mercato già caratterizzato da una scarsa disponibilità di aree idonee ad insediamenti commerciali e da significative barriere all’ingresso di natura amministrativa». Di più: «Impedendo ad un concorrente efficiente di accedere al mercato, Coop Estense ha determinato un danno ai consumatori in termini di maggiori prezzi e/o di minore scelta».

VIOLAZIONI MOLTO GRAVI.  Il Tar del Lazio, però, nell’agosto del 2013, ha ribaltato il provvedimento dell’Antitrust, perché, secondo i giudici, mancava «la dimostrazione della sussistenza di un nesso causale tra la condotta della cooperativa e l’esclusione di Esselunga». Ora il Consiglio di Stato ha fatto chiarezza, spiegando che «occorre guardare all’intero comportamento sostanziale di chi è in posizione dominante in un mercato, come lì era Coop Estense. Sicché legittimamente l’Antitrust aveva rilevato che sugli impedimenti amministrativi aveva pesato in modo determinante il comportamento ostruzionistico di Coop Estense, esteso anche ad operazioni di acquisto e a prezzi molto elevati, di terreni per contrastare il temuto arrivo di Esselunga». Il comportamento di Coop Estense, pertanto, era sì legittimo in termini formalmente amministrativi, ma illecito in termini concorrenziali.
«Esprime soddisfazione per la sentenza», in una nota, il gruppo del leader Bernardo Caprotti «ed auspica che queste condotte poco lineari abbiano a cessare in futuro anche in altri ambiti territoriali», come Genova e Novara. Perché si tratta di «violazioni molto gravi della disciplina che tutela la concorrenza a danno di Esselunga e dei consumatori».