Le stravaganti battaglie identitarie del segretario della Cgil, incapace di fare i conti con la realtà, e la “trappola” dell’AfD in Germania, tra estremisti e sonnambuli. Rassegna ragionata dal web
Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, durante la manifestazione "La via maestra, insieme per la Costituzione", il 7 ottobre a Roma (foto Ansa)
Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, durante la manifestazione “La via maestra, insieme per la Costituzione”, il 7 ottobre a Roma (foto Ansa)
Su Fanpage Tommaso Coluzzi scrive: «È il momento della ribellione. Maurizio Landini lancia la manifestazione della Cgil a Roma, che si terrà domani, con un video sui social del sindacato».
Oggi dunque la Cgil non è tanto impegnata a contrattare sulle condizioni dei lavoratori quanto ad appellarsi a una generica ribellione, e nell’organizzare questa ribellione Landini commette un altro terribile errore contrapponendo la base sociale che vuole guidare a quella di chi non “paga il fisco”. I vecchi comunisti si affannavano a spiegare ai sindacalisti troppo radicali, una semplice verità: «Guarda che l’operaio che s’iscrive alla Cgil non di rado ha una cugina che fa la bottegaia, una sorella che lavora in nero come cameriera, uno zio che fa l’idraulico. Se non tieni conto nelle tue lotte e propagande della realtà effettuale delle cose,...
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