Elkann: «I giovani sono disoccupati? È perché non hanno ambizioni e stanno bene a casa»

Il presidente Fiat ha risposto così alle domande di alcuni studenti incontrati oggi, sul record di disoccupazione giovanile al 41 per cento. Poi ha parlato di Fiat: «Sono contento perché ora è ancora più italiana»

Dopo la polemica scoppiata questa settimana con il patron di Tod’s Diego Della Valle, il presidente di Fiat John Elkann torna a far discutere per la dichiarazione rilasciata oggi durante un incontro con alcuni studenti nella sede della Banca popolare di Sondrio. Alla domanda sul perché secondo lui è così difficile oggi trovare lavoro – l’Istat parla di un record di disoccupazione giovanile pari al 41 per cento, cioé 659mila ragazzi tra i 14 e i 25 anni che non studiano e non lavorano, e un tasso di disoccupazione generale del 12 per cento, pari a oltre 3 milioni di disoccupati –, Elkann ha risposto senza battere ciglio: «Il lavoro c’è ma i giovani non sono così determinati a cercarlo. Se guardo a molte iniziative che ci sono, non vedo in loro la voglia di cogliere queste opportunità perché da un lato non c’è una situazione di bisogno, oppure non c’è l’ambizione a fare certe cose. Ci sono tantissimi lavori nel settore alberghiero e c’è tantissima domanda di lavoro ma c’è poca offerta perché i giovani o stanno bene a casa o non hanno ambizione. Certo, io sono stato fortunato ad avere molte opportunità, ma quando le ho viste ho saputo anche coglierle».

«NONNO GIANNI VOLEVA ANDASSI ALLA BOCCONI». Elkann ha poi raccontato ricordi della personale formazione: «Io, Lapo e Ginevra abbiamo la grande fortuna di essere stati stimolati a fare delle cose e abbiamo tutti il desiderio di fare. È meglio fare una vita in cui hai interessi e fai cose che fare una vita in cui sei in vacanza tutto il tempo». Ha quindi raccontato che lui ha studiato al Politecnico per una sua decisione e interesse personali, mentre il nonno Gianni Agnelli avrebbe preferito che lui andasse a studiare all’università Bocconi.

NO COMMENT SUL GOVERNO. Sulla nuova Fiat Chrysler automobile Elkann non ha nascosto davanti agli studenti il proprio entusiasmo: «Sono contento perché Fiat è ancora più italiana e ha le forze che rendono la componente italiana del gruppo ancora più forte. Fiat non ha fatto un’alleanza con Chrysler, ma si è sposata ed è diventata la settima società al mondo che produce macchine con una gamma completa e oggi può fare cose che prima non poteva fare. Fiat e Chrysler insieme hanno opportunità straordinarie». Elkann non ha risposto a chi gli chiedeva cosa pensasse della crisi di governo aperta dal Pd, mentre alla domanda se fosse ottimista ha risposto: «Io sono ottimista per natura, credo che bisogna guaradre alle opportunità e a quello che si può fare».