Egitto. Perché l’esercito a difesa della chiesa della Vergine se n’è andato poco prima dell’attacco terroristico?

La testimonianza del direttore amministrativo della comunità copta di Al Warraq, dove il 20 ottobre è avvenuto l’attacco, riapre le polemiche sulle forze di sicurezza egiziane che non vogliono proteggere i cristiani

Dov’erano le forze di sicurezza egiziane che dovevano proteggere la chiesa della Vergine nel quartiere Al Warraq, quando due uomini armati a bordo di una moto hanno fatto fuoco sulla gente che usciva dal matrimonio appena celebrato in chiesa uccidendo quattro persone, tra cui una bambina di otto anni? Secondo il direttore amministrativo della comunità copta di Al Warraq, si erano appena allontanati.

ESERCITO NON PROTEGGE I CRISTIANI. Il direttore è stato interrogato dalla polizia e ha dichiarato che stava lavorando nel suo ufficio sopra l’entrata della chiesa attaccata quando ha sentito gli spari. Affacciandosi alla finestra ha visto gli agenti di sicurezza allontanarsi in una via laterale lasciando così la chiesa sguarnita.
Secondo AsiaNews, questa testimonianza «riapre le polemiche sulle responsabilità di polizia e membri dell’esercito» che secondo i leader cristiani non fanno nulla «per prevenire gli attacchi islamisti» e sfruttano la situazione dei cristiani per restare al potere. Inoltre, nonostante le diverse chiamate, le forze dell’ordine non si sono recate alla chiesa se non due ore dopo la sparatoria.

FUNERALI DELLE VITTIME. L’attacco, avvenuto lo scorso 20 ottobre, ha ucciso la piccola Miriam Nabil e tre suoi parenti. Secondo la polizia, i due attentatori avevano un terzo complice tra la folla. Ieri ci sono stati i funerali delle vittime e nell’omelia, il vescovo Youannas ha dichiarato: «Il sangue versato dagli innocenti non è mai vano agli occhi di Dio e della Chiesa. I responsabili si illudono se pensano che ci asterremo dal frequentare la chiesa».
A partire dal 14 agosto oltre 70 chiese sono state distrutte o bruciate in Egitto dai Fratelli Musulmani. Al Cairo, però, non si verificavano attacchi a chiese dal 3 luglio, giorno in cui è stato deposto il presidente della Fratellanza Mohamed Morsi.