Egitto. Ottanta feriti e una vittima ai funerali dei quattro cristiani. E la polizia non fa nulla

Una nuova vittima e un’ottantina di feriti ai funerali dei quattro cristiani copti uccisi, insieme a un musulmano, negli scontri di venerdì scorso.

Non si ferma la scia di sangue in Egitto. Una nuova vittima, ancora un cristiano, e un’ottantina di feriti ai funerali dei quattro cristiani copti uccisi venerdì scorso insieme a un musulmano a Khosous nella periferia de Il Cairo.

VIOLENZE E MORTE. Venerdì 5 aprile scontri fra cristiani e musulmani sono esplosi dopo che una svastica è stata scoperta sul muro di una sede islamica; la svastica, la cui responsabilità i musulmani hanno attribuito ai cristiani, è stata la scintilla che ha fatto scoppiare gli scontri. Alcuni edifici cristiani sono stati incendiati e ripetuti colpi d’arma da fuoco sono stati sparati: il bilancio parla di quattro le vittime tra i copti più un musulmano. Secondo un sacerdote copto di Khosous, in realtà, le violenze avrebbero radice in una disputa tra due famiglie, una musulmana e una cristiana, che durava ormai da mesi.

FORZE DELL’ORDINE IN RITARDO. Presenti in ritardo e senza intervenire le truppe di sicurezza che hanno assistito alle uccisioni. Marsouq Atteya, Morkos Kamal, Victor Manqarios e Essam Zakhary i copti che hanno versato il sangue. Tutti sono stati colpiti da fucili automatici in faccia, al cuore, al capo e nelle spalle. Il musulmano, invece, almeno per ora, resta senza nome.

NUOVE VIOLENZE E UNA VITTIMA. Ieri si sono celebrati nella cattedrale di San Marco i funerali delle vittime copte e, come riferisce Asianews, i presenti hanno cominciato a scandire slogan contro il presidente Morsi per la mancanza di sicurezza. Al termine della funzione, il corteo funebre è stato assalito da gruppi sconosciuti con lancio di pietre e bottiglie molotov. I fedeli hanno risposto lanciando sassi a loro volta e, negli scontri, un cristiano è rimasto nuovamente ucciso. Poca, e sempre in ritardo, la polizia, che ha fermato gli scontri e disperso la folla con l’impiego di lacrimogeni. Le tensioni e gli scontri sono continuati nella notte.

MORSI DOV’E’? «Ogni attacco contro la cattedrale è come un attacco contro la mia persona», ha dichiarato il presidente egiziano Mohamed Morsi telefonando di persona al patriarca copto Tawadros II. E i Fratelli Musulmani hanno chiesto a tutti di «rifiutare e condannare la violenza». Persino l’imam di al-Azahar, Ahmed al-Tayyeb, ha denunciato gli scontri («proteggere l’Egitto dalle violenze settarie e dal razzismo è un dovere religioso e nazionale, perché il sangue di tutti gli egiziani è prezioso»). Ma secondo alcuni sacerdoti la situazione dei cristiani è peggiorata sotto il governo dei Fratelli Musulmani e Morsi non fa abbastanza per proteggere adeguatamente la minoranza cristiana dai ripetuti e sistematici attacchi subiti.