Egitto, gli islamisti si vendicano contro i cristiani e bruciano la casa di un sacerdote

La parrocchia copto-catolica di san Giorgio, nel villaggio di Delgia, è stata assaltata da gruppi di fanatici. Bruciati anche i locali della parrocchia

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A stretto giro dalla deposizione di Mohamed Morsi ad opera dei militari forti del sostegno popolare in Egitto, si sono verificati episodi di violenza contro i cristiani da parte di gruppi di islamisti.

BRUCIATA LA PARROCCHIA. La parrocchia copto-cattolica di san Giorgio, nel villaggio di Delgia, a 60 chilometri da Minya, è stata assaltata da gruppi di fanatici che lo scorso 3 luglio hanno saccheggiato e bruciato la casa del sacerdote e i locali della parrocchia. «Grazie a Dio non ci sono stati vittime e feriti» dichiara a Fides il vescovo copto-cattolico di Minya Botros Fahim Awad Hanna. «Ma l’allarme continua. Gli integralisti hanno chiuso le strade d’ingresso al villaggio. Urlano slogan contro i cristiani, dicono che vogliono distruggere tutto e in queste ore stanno provando di nuovo a assaltare la chiesa».

PROTESTA DEI FRATELLI MUSULMANI. «La polizia locale è impotente», continua, ed è stato chiamato l’esercito al Cairo per difendere i cristiani. Questo è l’episodio più grave dal colpo di Stato avvenuto in Egitto ma altri si sono verificati in diverse città dell’Egitto. E oggi i Fratelli Musulmani scendono in piazza per un «venerdì del rifiuto» e assicurano che non «avranno nessun contatto con l’usurpatore».

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