Egitto. «Il procuratore generale vuole legalizzare le milizie armate di Fratelli Musulmani e salafiti»

Il procuratore generale egiziano Talaat Abdullah ha dichiarato che i comuni cittadini hanno il permesso di arrestare i criminali per le strade. Esultano i partiti ultra-islamisti: «Pronti a formare le nostre milizie».

Non poteva che scatenarsi un’ondata di proteste in un Egitto che non sembra avere pace. Il procuratore generale egiziano Talaat Abdullah ha affermato domenica che «tutti i cittadini possono esercitare il diritto concesso loro dall’articolo 37 del codice di procedura penale egiziano approvato nel 1950 che permette di arrestare chiunque sia colto in flagranza di reato per portarlo dal personale ufficiale». Proprio così, qualunque egiziano avrà il potere di arrestare i suoi concittadini.

POTERE DI ARRESTO AI CITTADINI. In Egitto la polizia fatica a far rispettare la legge nelle strade e la tradizione egiziana dell’era Mubarak riporta un’immagine corrotta e violenta degli ufficiali in divisa. Per questo da mesi si parla di permettere ai cittadini di difendersi da soli, formando pattuglie di volontari che controllino le strade e i quartieri. Nessuno, però, avrebbe mai pensato che il procuratore generale dell’Egitto avrebbe riconosciuto a queste “bande” il potere di arrestare le persone. A polverone ormai sollevato, ieri il procuratore ha dichiarato che non parlava «”dell’arresto giudiziario”, potere che spetta solo agli ufficiali di polizia». Se davvero il procuratore è stato frainteso, non ha però chiarito che cosa sia il potere di arresto non giudiziario.

A OGNUNO LA SUA FORZA DI POLIZIA. Alla notizia del potere di arresto accordato ai cittadini, diversi gruppi politici islamisti hanno esultato affermando che «la decisione del procuratore è corretta perché basata sulla legge e servirà a contrastare la sistematica violenza che domina l’Egitto». Per Nazer Gharab, ad esempio, membro del partito ultra-islamista Al-Gamaa Al-Islamiya «i gruppi politici hanno il diritto di avere le loro proprie forze di polizia per combattere il crimine nelle strade». E ha annunciato che il suo gruppo è pronto ad aiutare la polizia con alcune milizie islamiste.

MILIZIE ISLAMICHE LEGALI. Se da una parte le forze islamiste dell’Egitto si sono espresse appunto favorevolmente, dall’altro le forze cristiane e liberali del paese sono molto preoccupate che questa misura porti al conflitto civile tra fazioni politiche. Preoccupato perfino l’esercito. Una fonte militare dichiara in forma anonima al quotidiano egiziano Ahram: «Questa mossa aprirebbe le porte alla formazione di milizie private e allo spettro della guerra civile. Il procuratore generale vuole legalizzare le milizie di Fratelli Musulmani e salafiti». Si aspetta di vedere se il Parlamento (le cui elezioni sono appena state sospese da un giudice) ratificherà in legge il comunicato di Talaat Abdullah.