Egitto, dopo 17 anni arriva il permesso di costruire una chiesa. «Situazione dei cristiani non migliora»

Morsi ha dato il permesso ai copti di costruire una chiesa a Nuova Nubaria 17 anni dopo la richiesta. Secondo la Corte europea per i diritti umani la libertà religiosa è ancora un miraggio

Ci sono voluti 17 anni, ma alla fine la Chiesa copta ortodossa ha ottenuto il permesso di costruire una nuova chiesa dedicata agli apostoli Pietro e Paolo a Nuova Nubaria, nella provincia di Beheirah, Egitto. Il portavoce della Chiesa copta ha ringraziato pubblicamente il presidente Mohamed Morsi per aver rilasciato il permesso, ma molte voci copte si sono alzate per lamentare il sistema vigente in Egitto che non lascia ai cristiani la libertà di costruire le chiese.

«MORSI CORTEGGIA I COPTI». Naguib Gabrielil, capo dell’Unione egiziana per i diritti umani (Euhro), ha criticato Morsi affermando che «il decreto è arrivo a ben 30 mesi dalla Rivoluzione e a sole due settimane da una manifestazione di protesta pianificata per il 30 giugno. Cerca solo di fare la corte ai copti, mentre ci sono ancora 149 richieste di costruzione di chiese che aspettano una risposta». In Egitto, la libertà religiosa prevista dalla Costituzione permette ai cristiani di costruire luoghi di culto, ma di fatto è necessaria l’autorizzazione del presidente del paese, che spesso impiega anni prima di arrivare. I copti in Egitto sono circa 10 milioni, l’8% della popolazione, la minoranza più numerosa del paese.

CHIESE ATTACCATE. La nuova attenzione del presidente Morsi nei confronti dei cristiani non è confermata dai fatti: solo nel mese di maggio 5 chiese sono state attaccate o bruciate da estremisti, senza che il governo o la polizia facesse nulla per difenderle o trovare i responsabili.

«CRISTIANI PERSEGUITATI». A inizio giugno la Corte europea per i diritti umani, chiedendo alla Francia di non negare a un cristiano egiziano il diritto di asilo in quanto perseguitato, ha dichiarato: «Dal 2010 si sono registrati diversi casi di violenza contro i cristiani copti in Egitto senza che le autorità si siano impegnate per perseguire legalmente i responsabili. Nell’ultimo periodo non ci sono prove che la situazione dei cristiani sia migliorata».