Egitto, vescovo copto Zakaria: «Soffrendo abbiamo scoperto una fede pratica, non teorica»

Zakaria, vescovo copto cattolico di Luxor, racconta i giorni di “prigionia” per gli attacchi dei Fratelli musulmani. «L’appello alla preghiera e alla pace di Papa Francesco sostiene la comunità egiziana»

«L’appello alla preghiera e alla pace di Papa Francesco sostiene e allevia le sofferenze della comunità egiziana». Così monsignor Youhannes Zakaria, vescovo copto cattolico di Luxor, in un’intervista a Radio Vaticana (qui il file audio integrale). «Oggi a Luxor c’è calma e la gente è tornata in strada», dice Zakaria, dopo le sofferenze patite nei giorni scorsi quando il presule è stato vittima di attentati e minacce da parte di uomini armati e che oggi celebrerà la Messa dell’Assunzione.

SOLIDARIETÀ COMMOVENTE. «Ho sentito una solidarietà che mi ha commosso moltissimo», continua Zakaria. «Tutti pregano per noi ed è questo il senso vero della Chiesa. Voglio ringraziare il Santo Padre per questo suo pensiero gentile e chiedo anche di continuare con le preghiere». Mentre sui possibili risvolti di una eventuale scarcerazione di Mubarak commenta: «Certamente ci saranno altri processi contro di lui, ma porterà risultati sia positivi sia negativi».

NEL DOLORE, UNA CERTEZZA.  Zakaria, inoltre, fa sapere che all’Assunta «chiediamo la sua intercessione affinché la pace e l’amore possano regnare fra tutti gli abitanti del mondo». E esorta i fedeli a «non perdere mai la speranza: anche se noi siamo una minoranza in questo oceano, siamo testimoni dell’amore e del perdono». Su i giorni trascorsi in isolamento aggiunge: «Da un lato abbiamo abbiamo provato la tristezza di vivere questa esperienza dell’odio e della violenza. Ma dall’altra parte c’è un fatto positivo: questa esperienza del dolore ha dato noi una forza, ossia quella di essere convinti che la nostra fede non è una fede teorica, ma pratica. Dobbiamo vivere come Cristo, portando anche le nostre croci, ma sapendo che alla fine di questa strada dolorosa c’è sempre il momento della gioia, il momento della Resurrezione».

I GOVERNANTI ASCOLTINO IL PAPA. All’Egitto Zakaria rivolge, infine, un augurio: «Ogni egiziano, musulmano o cristiano, è per carattere figlio di una civiltà che dura da 7 mila anni e ha un valore dentro di sé: l’egiziano è sempre un amico della pace. Il mio augurio è che in futuro cristiani e musulmani abbiano sempre un rapporto di rispetto, di dialogo, che si sappiano aiutare gli uni gli altri per costruire un Egitto, un paese, al servizio dell’uomo; specialmente delle generazioni future. Se i nostri governanti del mondo ascoltano il Santo Padre, seguono quello dice, il mondo sarà cambiato».