Egitto, rischio caos: domani la manifestazione invocata dall’esercito e quella dei Fratelli Musulmani

Domani per il terzo venerdì di Ramadan il capo delle Forze armate al-Sisi chiama gli egiziani in piazza «contro il terrorismo». Risponde anche la Fratellanza

Ancora manifestazioni in Egitto. Ieri il leader delle Forze armate Abdel Fattah el-Sisi ha chiesto a tutti gli egiziani di scendere in piazza per contrastare «violenza e terrorismo». I salafiti di al-Nour e i giovani di 6 Aprile si sono rifiutati, mentre i leader della chiesa cristiano ortodossa, cattolica e protestante hanno accettato l’invito così come i giovani di Tamarod.

CONTRO-MANIFESTAZIONE. Per il terzo venerdì di Ramadan, dunque, ci saranno ancora manifestazioni e forse scontri. I Fratelli Musulmani, infatti, organizzeranno una contro-manifestazione per riaffermare la legittimità del risultato elettorale, che ha visto l’elezione di Mohamed Morsi, deposto tre settimane fa dall’esercito sotto la spinta della protesta popolare. Intanto, il procuratore del Cairo Hesham Barakat ha ordinato per la seconda volta l’arresto del leader dei Fratelli musulmani Mohamed Badie e di altri otto membri del partito islamista Libertà e giustizia.

CRISI NEL SINAI. La situazione è preoccupante e gli Stati Uniti hanno deciso di ritardare la consegna di quattro F-16, nel timore che la situazione in Egitto degeneri. Il Segretario di Stato John Kerry ha chiamato il vicepresidente ElBaradei per discutere degli ultimi sviluppi, il Segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon ha lanciato l’allarme per la stabilità, ma anche nel Sinai la crisi si aggrava: due soldati egiziani sono stati uccisi e altri tre sono rimasti feriti in una serie di attacchi condotti da gruppi armati ad Al-Arish.