Egitto. Appello dei Patriarchi e dei capi delle Chiese in Gerusalemme contro il «terrorismo»

Le «profanazioni e l’incendio delle chiese è uno scandalo senza precedenti». Si chiede di «fermare la violenza e le uccisioni e lavorare per l’unità nazionale»

Articolo tratto dall’Osservatore Romano – Un appello alla comunità internazionale ad opporsi alla violenza e al terrorismo e a aiutare il popolo egiziano a superare questa spirale cruenta e sanguinosa, per fare in modo che il Paese torni sulla giusta strada, è stato rivolto dai Patriarchi e i capi delle Chiese e delle comunità religiose di Gerusalemme attraverso una dichiarazione diffusa mercoledì.

«Noi, Patriarchi e capi delle Chiese in Gerusalemme — si legge nella dichiarazione — seguiamo con grande preoccupazione la terribile situazione dell’Egitto, che soffre per divisioni interne, atti terroristici e deliberata violenza contro persone innocenti, sia cristiane che musulmane. Istituzioni governative sono state attaccate, un gran numero di soldati egiziani e di poliziotti è stato ucciso, proprietà pubbliche sono state distrutte e chiese cristiane sono state profanate». Le «profanazioni e l’incendio delle chiese», prosegue il documento, «è uno scandalo senza precedenti e va contro i valori della tolleranza, che per secoli hanno animato l’Egitto. Apprezziamo il fatto che molti musulmani si sono schierati a fianco dei compatrioti cristiani nel difendere chiese e istituzioni».

Condannando con forza «questi atti di vandalismo compiuti da alcuni estremisti» i leader religiosi fanno appello «a tutte le parti a fermare la violenza e le uccisioni e lavorare per l’unità nazionale, senza la quale l’Egitto rischia la guerra civile. Siamo al fianco del popolo egiziano nella sua lotta contro il terrorismo e le fazioni contrapposte, sia localmente che a livello internazionale. Esprimiamo la nostra solidarietà e la nostra vicinanza a tutte le vittime  e preghiamo per la guarigione dei feriti e per quanti soffrono». Preghiamo «l’unico Dio», concludono gli esponenti religiosi,  «a illuminare i leader egiziani al fine di salvare i valori della democrazia, la dignità di tutti e la libertà religiosa».

Il documento è sottoscritto da rappresentanti cattolici, ortodossi, protestanti e dalla Custodia di Terra Santa.