Ecco la squadra che porterà avanti con Maroni il lavoro di Formigoni in Lombardia

Volti nuovi e candidati di esperienza uniti nella corsa che può garantire alla Lombardia di rimanere avamposto di libertà ed eccellenza.

A un passo dalle elezioni del 24-25 febbraio, l’unico dato cruciale e attesissimo – insieme all’esplosione elettorale del “Vaffa” di Grillo – è il risultato delle regionali in Lombardia. Qui si decidono le sorti del governo di Roma. E non solo. Si decide soprattutto il destino di riforme – nell’istruzione, nella sanità, nel piano di infrastrutture, strade, aeroporti – che hanno rivoluzionato l’unico territorio italiano rimasto esente dal fallimento della partitocrazia che ha dissanguato il resto d’Italia. Ma con Formigoni colpito a pallettoni e bombe di indagini a orologeria che esplodono per provare a cancellare 17 anni di eccellenza europea, tocca ora a Roberto Maroni, già apprezzato ministro dell’Interno, provare a tenere alta la bandiera dei primati lombardi. E vincere. Vincere per rinsaldare l’asse dei buoni governi del Nord. E per il bene del Sud. Perché se si ferma la locomotiva, si ferma tutto il treno Italia.

MARIO MELAZZINI. Ecco allora con quali compagni delle liste del Pdl il leader leghista si appresta a compiere l’impresa. Cominciando da Mario Melazzini, candidato a Milano e Pavia, che conosce a fondo gli ospedali lombardi in quanto medico, attuale assessore tecnico alla Sanità e paziente (è malato di Sla). «Ho a che fare con il sistema sanitario lombardo da trent’anni – dice a Tempi –, ho visto quali sono gli straordinari effetti delle giunte formigoniane e sono convinto che bisogna dare continuità a questa eccellenza. Il sistema ha dimostrato di essere efficiente, efficace e sostenibile. Quando dico continuità intendo che la strada intrapresa è giusta, ma va affinata e corretta perché le domande dei cittadini cambiano, lo stesso bisogno di salute cambia. Per questo è indispensabile avere un dialogo diretto con la popolazione».

CARLO MALVEZZI. Non sono nuovi alla politica ma sono all’esordio nella corsa al Pirellone. Vengono tutti da anni di amministrazione locale dove hanno imparato ad avere a che fare direttamente coi cittadini, che a questo livello sono in grado di misurare le opere della politica meglio di quanto farebbe qualsiasi comitato di garanzia. Carlo Malvezzi è candidato a Cremona e provincia. In politica dal 2004, nel 2009 è diventato vicesindaco e assessore all’Urbanistica della città del Torrazzo. «A questo livello è indispensabile una relazione costante con le persone, conoscere il territorio, le sue risorse e criticità. Solo così si possono proporre soluzioni utili a rimettere in moto le cose». Proprio per questo, se dovesse essere eletto, ha promesso di aprire a «Cremona, Crema e Casalmaggiore, punti di incontro con i cittadini perché possano avanzare proposte e istanze. Uffici che garantiranno anche la diffusione di opportunità di finanziamento da parte di Regione Lombardia per famiglie, lavoratori, imprese, associazioni ed enti locali».

LUCA DEL GOBBO. Nella circoscrizione di Milano corre Luca Del Gobbo, sindaco di Magenta dal 2002 al 2012, periodo in cui ha partecipato al consiglio direttivo dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) sia in Lombardia sia a livello nazionale, ed è stato componente attivo della Conferenza Stato-Città e autonomie locali. «In questa circostanza ho avuto modo di lavorare a stretto contatto con Roberto Maroni, all’epoca ministro degli Interni. Ho conosciuto un uomo che, quando investito da un ruolo istituzionale, ha saputo svestire i panni del leghista per rappresentare tutti i cittadini». Tre i punti su cui si impegnerà: «Fare in modo che il contributo regionale per la dote scuola torni a coprire il 50 per cento del costo per le famiglie, in base a requisiti di reddito; fortificare il quoziente familiare e dare un contributo di 400 euro al mese alle famiglie che decidono di accudire in famiglia i propri anziani. Questo migliora sensibilmente la qualità di vita di chi non è autosufficiente e allo stesso tempo fa risparmiare soldi pubblici; estendere da subito alcune misure previste dalla Statuto delle imprese come il versamento dell’Iva solo dopo l’incasso e il pagamento delle fatture entro 60 giorni esteso a tutti gli enti locali». Promesse elettorali, dicono in molti. E se Maroni non riesce a  trattenere il 75 per cento delle tasse dei lombardi? «Non credo sia impossibile: oggi Regione Lombardia trattiene già il 66 per cento delle tasse, il Lazio l’86 per cento, il Trentino, la Valle d’Aosta e il Friuli il 90. Maroni chiede di tenerne un altro 9 per cento a fronte di maggiori responsabilità della Regione. Non mi sembra impossibile».

ANGELO CAPELLI. Stesso percorso per Angelo Capelli, sindaco di Ponte Mossa (Bg), che per il territorio di Bergamo reputa «essenziali opere pubbliche come la Brebemi e la Pedemontana, tenendo conto che l’aeroporto di Orio al Serio è diventato fondamentale per la nostra economia». E lancia una stoccata a chi inneggia a una nuova classe dirigente che non si è mai sporcata le mani con la politica: «Credo nell’importanza di fare gavetta. Occorre impegnarsi partendo dai comuni, dove si impara a fare tutto, ad avere a che fare con i cittadini, i loro bisogni, la loro rabbia. Dove non ci si può nascondere dietro a un ruolo».

MAURO PIAZZA. Mauro Piazza, imprenditore di Lecco, raccoglie un testimone importante, quello di Giulio Boscagli, ex assessore alla Famiglia in Regione Lombardia. «Essendo imprenditore è naturale per me occuparmi dei problemi che vivo ogni giorno. Il primo obiettivo è l’azzeramento dell’Irap per le nuove imprese, per quelle che assumono giovani o neo professionisti, per le imprese turistiche, le botteghe e i negozi storici, essenziali per l’economia del nostro territorio».

RAFFAELE CATTANEO. A Varese si candida Raffaele Cattaneo, che lavora per la Regione fin dal 1995: prima come direttore dell’Ufficio di Gabinetto della Presidenza, dal 2005 come consigliere regionale e assessore alle Infrastrutture e Mobilità. «Durante il mio mandato, è nata la prima autostrada in Italia a quattro corsie, con il potenziamento della A4 da Milano a Bergamo, la tangenziale nord-est di Varese, sono stati completati i lavori di ampliamento dell’autostrada A9 Lainate-Como. Finalmente sono stati inaugurati i lavori per la realizzazione dell’Autostrada Pedemontana e della Brebemi». Per il futuro, i suoi progetti con Roberto Maroni sono chiari: «Al centro della nostra azione ci saranno, in continuità con quanto realizzato in questi anni, la difesa della vita, il sostegno alla famiglia e alla libertà di scelta educativa». Per Cattaneo la caratteristica che ha contraddistinto il governo della Regione Lombardia, oltre alla salute dei conti, è la capacità di tradurre in azione politica i propri obiettivi programmatici: «Continueremo su questa strada. Raddoppieremo il Fondo Nasko per aiutare le mamme in difficoltà che non vogliono rinunciare alla gravidanza, estenderemo il Fattore Famiglia lombardo ai tributi e alle tariffe regionali, e aumenteremo il Buono Scuola, fino (è il nostro obiettivo) a coprire l’intera retta delle scuole paritarie».

PATRIZIO TAMBINI. Patrizio Tambini
, candidato nella circoscrizione di Como, mastica politica fin dai tempi della Dc. Oggi è presidente della cooperativa sociale San Giuseppe, in cui lavora da 28 anni, che si occupa della cura e promozione degli anziani e di giovani in difficoltà. «È necessario combattere per salvaguardare la libertà di scelta e la qualità dei servizi, evitando che chiunque arrivi possa disfare tutto». Secondo Tambini, «mentre Formigoni e il centrodestra hanno continuato a promuovere la sussidiarietà, difendendo il terzo settore, Monti e la sinistra hanno deciso di tassarlo. Come si fa a credergli quando dicono di volerlo promuovere? Sappiamo che bisogna tagliare i costi del settore pubblico, ma non si può farlo senza pensare, nel frattempo, a come migliorare i servizi. Una proposta? Penso a un buono, un voucher, da utilizzare per pagare le badanti il cui valore sia calcolato in base al reddito e alla pensione».

VALENTINA APREA. Valentina Aprea, chiamata da Formigoni, nel febbraio 2012, a occuparsi della scuola lombarda come assessore all’Istruzione, formazione, cultura e lavoro, è candidata nella circoscrizione di Milano. Per lei «oggi la nuova sfida si chiama diritto all’occupabilità, al lavoro, soprattutto dei giovani. L’obiettivo è quello di avvicinare la scuola al lavoro e uno dei modi è quello di potenziare l’istruzione tecnico-professionale, creare poli per collegare le filiere formative a quelle produttive».

MAURO PAROLINI. A Brescia corre Mauro Parolini. Eletto in Regione Lombardia nel 2010 dopo essere stato assessore ai Lavori pubblici della Provincia di Brescia, era stato nominato presidente della commissione Agricoltura. Per le imprese lombarde che ogni giorno hanno a che fare con le sabbie mobili della burocrazia ha in mente di «ampliare il metodo del “silenzio-assenso” che già esiste in alcuni settori: se un ente pubblico non risponde a una richiesta di un imprenditore entro i limiti temporali stabiliti dalla legge, questo può procedere senza aspettare altra risposta».

STEFANO CARUGO. Per Monza Brianza, c’è ancora Stefano Carugo, eletto nel 2010 con quasi diecimila preferenze. «Occorre difendere assolutamente il fondo Nasko che prevede un sostegno economico a tutela della maternità e a favore della natalità. Allo stesso modo serve estendere il Fattore famiglia a tutti i comuni lombardi». Per quanto riguarda le persone anziane, Carugo difende «l’assistenza domiciliare: bisogna continuare a sostenerla e abbiamo l’esperienza per farlo».