È sempre Italia-Germania. È sempre crucchi contro mangiaspaghetti [link url=https://www.tempi.it/e-sempre-italia-germania-e-sempre-crucchi-contro-mangiaspaghetti-blob#.UoYGemRYTt4]Blob[/link]

Il 4-3 di Città del Messico, l’urlo di Tardelli in Spagna, la rete di Fabio Grosso a Dortmund. E un Enrico Mentana irriconoscibile

Mondiali 1970, Città del Messico. Italia-Germania 4-3

«La gente si è tanto commossa e divertita. Noi abbiamo rischiato l’infarto, non per ischerzo, non per posa. Il calcio giocato è stato quasi tutto confuso e scadente, se dobbiamo giudicarlo sotto l’aspetto tecnico-tattico. Sotto l’aspetto agonistico, quindi anche sentimentale, una vera squisitezza, tanto è vero che i messicani non la finiscono di laudare (in quanto di calcio poco ne san masticare, pori nan)». Gianni Brera, Il Giorno

Mondiale 1982, Madrid. Italia-Germania 3-1

«Il nostro Commissario Tecnico ha fatto ricorso senza falsi pudori al culto della difesa e Santo Catenaccio l’ha ripagato con la puntuale solerzia del taumaturgo di elezione. I tedeschi non hanno toccato terra. (…) Il terzo mondiale dell’Italia non si discute come non si discutono i miracoli veri. Adios, intanto, tia España, adios». Gianni Brera, la Repubblica

Mondiale 2006, Dortmund. Germania-Italia 0-2

«Alcuni giornali tedeschi ci hanno criticato, ma soprattutto hanno offeso i nostri genitori, non noi. Coloro che hanno parlato di “spaghetti” o di “mafia” per descriverci, non so… Forse le donne di questi giornalisti hanno avuto avventure con gli italiani». Gennaro Ivan Gattuso

Europei 2012, Varsavia. Germania-Italia 1-2

«A fine partita sono andato ad abbracciare mia madre. Questo è un momento che aspettavo da tanto. In finale ci sarà anche papà, magari ne devo fare quattro. Per la classifica cannonieri, però, me ne serve ancora uno di gol, ci proverò. L’esultanza? Ve l’ho detto che stavolta l’avrei fatta. La statua? Si sono arrabbiati perché hanno visto il mio fisico e me lo invidiano. Non so se è la svolta della mia carriera, di certo è la serata più bella della mia vita». Mario Balotelli