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Due osservazioni sull’ingenua baldanza del candidato Amicone

maggio 31, 2016 Peppino Zola

L’impegno di queste settimane mi ha ringiovanito. Mi ha fatto recuperare il gusto di un impegno per degli amici che stimo molto e che mi è piaciuto (ingenuamente?) dichiarare pubblicamente

amicone-parisi-festa

Caro direttore, desidero comunicare due osservazioni circa l’attuale campagna elettorale. La prima riguarda la testimonianza data da Amicone, con la sua “ingenua baldanza”, che ha attraversato con grande serietà ed insieme leggerezza il mondo complicato ed un po’ fuori dal mondo della politica locale. Sarà molto utile alla città di Milano. La seconda mi riguarda: l’impegno di queste settimane mi ha ringiovanito. Mi ha fatto recuperare il gusto di un impegno per degli amici che stimo molto e che mi è piaciuto (ingenuamente?) dichiarare pubblicamente. Sinceramente non capisco il silenzio “elettorale” a cui molti amici si sono autocondannati. Ho detto chiaramente la mia scelta e con Amicone è stato facile. Vorrei solo aggiungere che è stato anche facile appoggiare la candidatura di Parisi a sindaco di Milano. Egli è molto diverso da Sala; è molto migliore, sia professionalmente che politicamente. Attenti a chi dice che sono uguali: chi lo dice non è sincero. Qualsiasi sia il risultato, ho fatto proprio una bella esperienza.
Peppino Zola

Caro Peppino, hai proprio ragione. Siamo alla stretta finale e bisogna ancora fare molto, ma quel che già oggi possiamo dire, indipendentemente da cosa accadrà il 5 giugno, è che il “disordine organizzato” di Amicone in questa campagna elettorale è stato uno spettacolo agli occhi. Lo si è visto anche domenica sera alla festa, che è stata allegra e spensierata, un po’ pazza e molto genuina (vedere Parisi e Gelmini cantare “l’anaconda” e “Gianna” è stato impagabile). E lasciaci dire che l'”ingenua baldanza” di Gigi ha una caratteristica assai importante e cioè quella di non essere solitaria, ma comunitaria. Senza l’aiuto e il sostegno tuo e di altri, non sarebbe stata la stessa cosa. È proprio vero che ci vogliono molti anni per imparare a essere giovani come te e i “ragazzi” del comitato.
Come abbiamo scritto in un editoriale che apparirà sul prossimo numero, la libertà si esprime in un’indicazione, non nel limitarsi a fornire asettici criteri di buon voto. Siamo uomini, non bugiardini medici che elencano inevitabili effetti collaterali. Una volta dalle nostre parti si diceva che “gli uomini vivi si incontrano”. Mi pare il perfetto slogan di questa piccola-grande campagna elettorale. (eb)


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6 Commenti

  1. malta says:

    Sembra di vedere i primi tempi del movimento: belli, vitali e gioiosi. In una parola: affascinante; tanto da non riuscire a vivere senza!

  2. Antonio Rivolta says:

    il tutto mi sembra molto autoreferenziale. Me la suono, me la canto e mi dico anche che sono bravo.
    va bene perché siamo in campagna elettorale ma non prendiamo lucciole per lanterne. La Gelmini o Parisi che cantano non sono garanzia di buona politica. E da un politico mi attendo che sappia fare il suo mestiere con serietà, che sappia difendere e attaccare nelle aule dove vive e lavora e non sui palchi e nelle piazze.

    Nessuno si estranea dalla lotta e nessuno ha può dare patenti di presenzialismo.
    La prima politica é vivere ci siamo sempre detti. E allora perché io sarei meno incidente, meno baldanzoso di voi? Fate il vs. mestiere e non preoccupatevi di misurare l’incidenza altrui, solo perché diversa dal cliché che avete in mente.
    con ossequio

  3. schustenberg says:

    Di Amicone serbo il ricordo da studente di una cena in cui tutti -studenti squattrinati- mangiammo pizza mentre Amicone ordinava fiorentina e patatine insieme ad un altro personaggio della stessa risma. Alla fine della cena entrambi scoprirono di “avere dimenticato il portafogli” chiedendo a noi di pagare.

    Spero che a Milano vada meglio…

    • giorgio says:

      E’ vero, Schustenberg, quello che racconti succedeva, come modo di fare, in quegli anni. E a me dava un enorme fastidio., e mi capitava spesso di essere contro. Ma, ora, la frase centrale con cui confrontarsi mi sembra sia: ” La libertà si esprime in un’indicazione, non nel limitarsi a fornire asettici criteri di buon voto.”. Mi sembra un giudizio chiarissimo e appartenente da sempre alla nostra storia. Ma la maggioranza credo preferisca un asettico criterio di buon voto, più che seguire un’amicizia di cui si è parte. Ma così si segue, che lo si riconosca o no, il proprio pensiero. E così mi capita spesso di essere contro……

      • schustenberg says:

        La sensazione resta quello di un giro di personaggi stantio e autoreferenziale. Gente che si tira la volata a vicenda da anni e che nel mondo la fuori non sopravviverebbe un giorno. Altro che ingenua baldanza.

        • giovanna says:

          Certo che parlare ad Amicone o Zola di un “mondo là fuori”, loro che ci sono sempre stati immersi pienamente, ci hanno vissuto, ci hanno fatto mille battaglie, ci hanno messo la faccia in tutto e per tutto, ci sono cresciuti in umanità e fede…dà una leggere impressione di tracotanza, ma leggera…

          Invece, a me, questa amicizia che cresce negli anni, che si sostiene, che è un segno evidente di qualcos’altro, mi sembra bellissima e attraente…o tutti gli over 50 si dovrebbero ritirare in casa, caro/a Schustenberg ?

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