Dudù Act e altre Brambillerie. Storie animaliste e ambientaliste in questo pazzo pazzo mondo cane

Follie animaliste della settimana: Brunetta e il welfare a quattro zampe, la clinica gratuita e la sitcom “cruelty free”, dove nemmeno i cestini dei cameramen contengono carne

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Il Dudù Act di Brunetta. Che Berlusconi abbia intrapreso la via animalista per strizzare l’occhio a nuovi elettori non è notizia di oggi. La novità è che i sondaggisti dicono che questo voto varrebbe addirittura il 7 per cento (bum!), e, guarda caso, tra i parlamentari di Forza Italia è circolata pochi giorni fa una mail spedita da Renato Brunetta che dettava i passi della svolta ambientalista degli azzurri. Nelle slide allegate una vera e propria proposta di welfare animale, totalmente autosufficiente in termini economici, con finanze reperite da multe per chi non rispetta gli amici a quattro zampe, o attraverso polizze assicurative fatte su misura. La firma è quella dell’impronta più famosa di Arcore, Dudù, la cui zampetta spicca tra le slide forziste. E non è un Pesce, anche se l’email è stata spedita l’1 aprile.

Clinica per animali gratuita. È proprio il caso di dirlo: quello che Milano aspettava. Il Comune del capoluogo lombardo presto aprirà una “Casa degli animali” nel quartiere Bruzzano, che offrirà servizi di veterinaria in uno spazio di 200 metri quadrati totalmente dedicati alla cura degli amici a quattro zampe. La novità è doppia: in primis perché agli animali viene dedicato uno spazio pubblico cittadino tutto loro e, in secondo luogo, perché il servizio medico offerto sarà gratuito per le famiglie in difficoltà economica. Elogi e scondinzolii quindi per la Milano di Giuliano Pisapia, un passo avanti rispetto alla retrograda Italia per civiltà, educazione, attenzione al prossimo e agli altri. E il pareggio di bilancio a Palazzo Marino? Roba da vivisettori.

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Maglioni in pelo di cane. Moda vecchia di qualche anno, ma sempre all‘ultimo grido. Avete in mente i peli fastidiosi che vi rimangono attaccati sui vestiti quando andate a casa di una qualche zia che ha il cane? Dimenticatevi la lavatrice, in quei resti c’è qualcosa di sacro. Tanto che i padroni più feticisti hanno cominciato a raccoglierli per poi consegnarli al sarto francese Doumé Jalat-Dehen, che sta facendo fortuna con un business decisamente particolare: prende i peli, li fila e li trasforma in maglioni. Pensate che sciccheria poter uscire d’inverno e fare pendant col proprio labrador…

L’amore tra cani e padroni. Si chiama Chris Sembrot, fa il fotografo, e ha dedicato una serie di scatti per mostrare come l’amore tra l’uomo e il cane non abbia nulla da invidiare a quello tra uomo e donna, vetusto e tradizionalista. Con l’occhio dell’artista, Chris ritrae queste scene d’affetto puro tra cani e rispettivi padroni. Sarà amore vero, non c’è che dire, ma un consiglio ci sentiamo di darvelo: non guardate la fotogallery dopo i pasti.

La serie comica “cruelty free”. L’idea di “Vegan Chronicles” è venuta ad Andrea Morabito e a Claudio Colica, giovani registi in cerca fondi per realizzarla. E gli elementi per avere successo ci sono tutti: il soggetto è l’immancabile «ragazzo come tanti», che decide ad un certo punto della sua vita di diventare vegano e racconta in maniera comica le sue giornate, tra le incomprensioni della sua famiglia e le difficoltà della sua ragazza. La serie è «totalmente cruelty free. Questo significa che ogni piatto presente in scena, ma anche i cestini delle troupe, sarà vegano», spiegano al blog veg di Corriere.it. C’è anche il promo, e non pensate ci stiano prendendo in giro: i gamberetti che si vedono sono in realtà patate (ah, fiu…), il miele è soltanto sciroppo di glucosio e la carne sono bistecche di seitan.

Incontri sul vegan crudismo e lo stile di vita igienista. Vi ricordate quel signore calabrese protagonista di un servizio delle Iene, che sarebbe guarito da una metastasi al cervello grazie alla dieta alcalina, un regime alimentare incentrato solo su cibi vegani? Michela De Petris, il medico che seguì quel paziente nella sua cura a base di succhi di frutta e verdura, è stata allontanata dal San Raffaele, struttura dove prestava servizio come consulente, ma presto comincerà una serie di seminari in giro per l’Italia, per informare malati e familiari sui benefici terapeutici di una dieta a base di vegetali. Tre ore di lezione, con materiale cartaceo, ampio spazio per domande, possibilità di prenotare altre visite specialistiche. Il tutto al comodo prezzo di 150 euro, che diventano 183 con l’Iva. Bei tempi quando si mangiavano le verdure dell’orto perché la carne era troppo costosa.