Draghi al Parlamento europeo: tagliare la spesa e ridurre le tasse

Il presidente della Bce avverte: «La sola stabilità dei prezzi non può assicurare la stabilità finanziaria». Dati parzialmente positivi per l’Eurozona

Dopo l’emergenza bisognerà tagliare le spese e abbassare le tasse, ha affermato davanti al parlamento europeo il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi. Dopo gli «sforzi enormi» dei paesi dell’eurozona, ha detto Draghi, serviranno misure per sostenere «credito, fiducia e crescita». Perché i processi di riforma attuati nei vari paesi europei siano compiuti, bisognerà provvedere ai tagli sulla spesa e alla riduzione delle tasse, mentre a livello europeo bisognerà procedere con una maggiore integrazione e colmando il deficit democratico che affligge le istituzioni dell’Unione.

I dati sul futuro, per Draghi, sono parzialmente positivi, anche se la situazione è difficile. Il deficit dell’eurozona sta scendendo verso il 3% e ci si attende una ripresa graduale, anche se con poco slancio; l’inflazione calerà nel 2012 e nel 2013 scenderà sotto il 2 per cento. Tuttavia, anche se è il punto di partenza per la crescita, ha avvertito Draghi: «Con gli squilibri che ci sono in eurozona, la sola stabilità dei prezzi non può assicurare la stabilità finanziaria» .

La recessione attuale, secondo il presidente della Bce, è dovuta, in parte, al calo del credito registratosi nel secondo semestre 2011 e a una conseguente mancanza di liquidità. La maggior parte delle banche infatti ha fermato i prestiti a ottobre 2012 e temeva in un credit crunch.

L’Esm, del quale si discute oggi all’Eurogruppo, ha assicurato Draghi, non agirà fuori dalle regole antitrust per le banche.

Draghi ha continuato a ribadire la sua propensione all’uso flessibile dell’Efsf, ma ha avvertito che il suo utilizzo deve essere condizionato: «Non serve avere firewall enormi ma inutilizzabili». Secondo il numero uno della Bce, il Consiglio Ue ha fatto un primo passo per rompere l’impostazione “ingessata” nella gestione del fondo, ma l’obiettivo è il raggiungimento graduale dell’unione fiscale e finanziaria.

La funzione di politica monetaria, ha ricordato Draghi, deve essere indipendente dalla supervisione bancaria, affinché non si creino conflitti di interessi.