Dimissioni Lupi. Carugo e Del Gobbo: «Ncd deve uscire dal governo Renzi»

I due esponenti del Nuovo centrodestra in Lombardia dopo le dimissioni del ministro: «Il suo caso è la classica goccia che fa traboccare il vaso»

>>>ANSA/ Lupi annuncia dimissioni,governo pi˘ forte;Pd apprezzaIl ministro più pimpante e efficiente di Ncd, è stato costretto a dimettersi. «Da non indagato» e nei modi che ormai tutti conoscono. Nella sintesi espressa da Maurizio Lupi a Elisabetta Soglio sul Corriere della Sera: «Stanno braccando i miei figli: devo difenderli». Lupi ha ragione. Le sue dimissioni bloccano (almeno per il momento) l’ordalia e il programmato massacro mediatico, nel caso avesse resistito all’ordalia dello sfregio via stillicidio di intercettazioni. «Ci sono 27 mila pagine di verbali. Mi hanno intercettato per due anni. Ogni cosa potrebbe essere letta in modo distorto, dovrei rendere ragione di ogni virgola».

Così, Lupi esce di scena: «Basta, me ne vado per il bene della mia famiglia». Tutto a posto e tante “grazie” a Matteo Renzi e Angelino Alfano che «mi sono stati vicini», come ha dichiarato lo stesso ministro uscente? «Se dal punto di vista personale comprendiamo bene lo stato d’animo di Lupi, ci pare evidente che politicamente parlando non ci sta. Il suo caso è la classica goccia che fa traboccare il vaso».

A sbottare sono Stefano Carugo e Luca Del Gobbo, rispettivamente consigliere e capogruppo della più numerosa rappresentanza istituzionale di Ncd a livello nazionale. Carugo e Del Gobbo sono infatti al governo in Lombardia insieme a Forza Italia e Lega. E i nove consiglieri alfaniani sono decisivi per garantire la maggioranza alla giunta Maroni.

«Abbiamo visto le domande che tempi.it ha pubblicato e non abbiamo dubbi a far nostro, come gruppo Ncd Lombardia, l’ultimo vostro quesito: “Che cosa ci resta a fare Ncd in questo governo?”». Bene. Risposta? «Lunedì formuleremo un documento politico in cui ufficializzeremo la nostra richiesta alla segreteria nazionale: Ncd deve uscire dal governo Renzi». Carugo carica: «No more. Basta. Non ha più senso andare a letto col nemico». A letto col nemico? Possiamo tradurlo in ragioni? Del Gobbo: «Le propongo un titolo: basta con un governo che è nato come “responsabile” e si è trasformato in esecutivo politico con un solo uomo al comando». Sono tre le ragioni che spingono il capogruppo Ncd in Lombardia a chiedere l’immediata fuoriuscita dal governo Renzi. «Primo, questa riforma costituzionale è sbagliata. Ed è sbagliata perché riporta tutto a Roma. Così Renzi sta uccidendo le autonomie e i governi locali. Lombardia in primis. Che da regione virtuosa in tutti i comparti – dalla sanità all’istruzione – nel modello neostatalista di Renzi viene neutralizzata e riportata a cinghia di trasmissione e di passacarte amministrativo delle decisioni di Roma. Invece di percorrere la strada del federalismo differenziato, come da articolo 116 della Costituzione, riconoscendo alle Regioni competenze e risorse nelle materie di propria pertinenza, Renzi tende a fare piazza pulita, autocelebrando se stesso e, quel che è più grave, nascondendo in questa autocelebrazione la scelta politica di ricondurre tutto a Roma. Lo sperpero? Il federalismo fallito? Sono tutte balle. Regioni come Veneto e Lombardia sono efficienti, funzionano, hanno i conti a posto. Lo scandalo riguarda solo Roma e la greppia che Roma, in maniera interessata, ha costituito con certi territori e regioni dal Tevere in giù».

C’è dell’altro? «Sì. Prendiamo la riforma della scuola. Dentro alla famosa buona scuola, per la buona scuola vera – e in questo ci metto quella libera, paritaria, sussidiaria – c’è niente. Se non la beffa di una elemosina: 75 euro di detrazioni fiscali a fronte del fatto che la scuola paritaria fa risparmiare allo Stato mediamente seimila euro ad alunno. Lo dico io, Luca del Gobbo, che per dieci anni sono stato sindaco a Magenta e ho potuto verificare in termini di costi a bilancio la ricchezza che rappresenta per il bene comune la scuola pubblica non statale. Ebbene, nello governo Renzi non c’è nessuna traccia di parità scolastica mentre qui in Lombardia, nonostante che con i suoi tagli il governo Renzi ci abbia fortemente penalizzato – e capisce Renzi penalizza chi amministra bene e salva le Regioni che sperperano il denaro pubblico! –, abbiamo mantenuto anche quest’anno il buono scuola». Non è finita. «È ora di darci un taglio a un governo che si appresta a votare le unioni civili e ddl Scalfarotto al seguito. Di questa roba non vogliamo saperne».

Per Stefano Carugo, cardiologo e storico rappresentante della componente cattolico-popolare in Ncd, «è tutto già scritto: De Girolamo, Lupi. Il prossimo sarà Alfano. Perché dovremmo esser così stupidi da esporci con voluttà a questo killeraggio sistematico? Per mantenere le poltrone a Roma? Vogliamo dare ragione a quelli che ci dicono: “Vergogna, per mantenere uno scranno di potere siete disposti a farvi umiliare su tutta la linea, perfino sugli affetti più cari? Basta. Il modello lombardo è la chiave di volta politica. L’alleanza con Maroni funziona e deva essere questa la via di Ncd. Noi ci battiamo per dei contenuti. Non per le poltrone. Perciò, perché dovrei stare con questi poteri romani, quintessenza dello statalismo fino a sfumature di vero e proprio golpismo, quando con la Lombardia possiamo indicare una direzione politica e una pratica di buon governo? Qui in Lombardia abbiamo raggiunto nei fatti la quasi parità scolastica. Abbiamo implementato in fondo Nasko e messo al centro la famiglia. Siamo con il Veneto l’unica Regione che combatte anche per vie istituzionali la buona battaglia contro le teorie del genere e muoviamo guerra al tentativo di indottrinare i bambini ponendo loro problemi e costruzioni ideologiche che stravolgono le basi di ogni sana educazione. Per questo diciamo a tutto il partito: no more, basta, fuori dal Governo Renzi. E subito».

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