De Magistris non andrà al funerale del piccolo Salvatore. Ieri, però, ha celebrato la registrazione della prima coppia gay

Il sindaco di Napoli non parteciperà alle esequie del 14enne morto colpito dalle pietre cadute dalla facciata della Galleria Umberto. Ieri, invece, ha celebrato un gesto che «rende la città apripista sui diritti delle persone»

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Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha deciso di non partecipare alle esequie di Salvatore Giordano, il giovane 14enne morto dopo essere stato colpito da alcune pietre cadute dalla facciata della Galleria Umberto in via Toledo a Napoli. Ha proclamato il lutto cittadino e inviato il gonfalone e una corona, ma non parteciperà al funerale per «lasciare alla famiglia di Salvatore e alla comunità di Marano, il momento del lutto», ha spiegato, e per «prendere le distanze da tutto il veleno immesso contro la nostra città in queste ore».
Non tutti si sono detti convinti delle parole del primo cittadino partenopeo. Uno zio del ragazzo, Giuseppe, ha detto al Mattino: «Quella del sindaco di Napoli è una scelta che non condivido. In tutto questo lasso di tempo De Magistris non è mai stato vicino alla nostra famiglia. È venuto in ospedale solo una volta, poi di lui si sono perse le tracce. Se avesse partecipato ai funerali avremmo apprezzato il suo gesto di solidarietà».
Le motivazioni addotte dall’ex pm suonano strane anche per un precedente. Nel caso del tifoso Ciro Esposito, ucciso a Roma prima della partita Fiorentina-Napoli, De Magistris aveva partecipato al funerale a Scampia. Insomma, c’è chi avanza l’ipotesi che il sindaco tema contestazioni e per questo si tenga alla larga.

NAPOLI CITTA’ DEI DIRITTI. Cosa che, invece, non ha fatto ieri mattina per la trascrizione sul registro comunale del matrimonio omosessuale contratto in Spagna da due uomini. Come racconta Il Giornale, «De Magistris, presente alla cerimonia, sorridente davanti agli scatti dei fotografi e agli sguardi delle telecamere, in mezzo ai due sposi, “Gigino” ha tenuto a puntualizzare sull’importante valore simbolico della registrazione che “rende la città apripista sui diritti delle persone”. Aggiungendo poi che “Napoli è città dei diritti e delle libertà”». I due uomini «adesso potranno partecipare alle politiche sociali e all’assegnazione di una casa».

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