Lo sbarco dei radicali in Calabria, la fregola mediatica del “diritto” al suicidio assistito solo per “1 italiano su 4”, il cerchiobottismo del “liberale e cristiano” Cirio, i dati comodamente snobbati sui malati lasciati senza assistenza. Rassegna ragionata dal web
Abbracci nell'aula dell'Assemblea legislativa dell'Umbria dopo l'approvazione della legge sul suicidio assistito, Perugia 22 ottobre 2026 (foto Ansa)
Marzio Bartoloni del Sole 24 Ore la mette giù così:
«Anche l’Umbria nei giorni scorsi ha approvato la sua legge sul fine vita. Salgono così a cinque le regioni che hanno regolamentato il suicidio assistito in Italia: oltre all’Umbria anche Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e Veneto. In pratica solo per poco più di 15 milioni di italiani - uno su quattro - sono state disciplinate le procedure per accedere al fine vita secondo i paletti stabiliti dalla Corte costituzionale nella sua storica sentenza del 2019».
Il Sole copia e incolla le veline dell’Associazione Luca Coscioni che spunta la casella umbra inneggiando a
«una conquista che fa sì che 15.387.040 cittadini, pari al 26,1% della popolazione italiana, vivano in Regioni dove esistono regole che definiscono tempi e procedure certi per l’accesso all’aiuto medico alla morte volontaria, nei casi e alle condizioni stabiliti dalla Corte costituzionale. Nelle altre, l’attuazione di quel diritto – che è comunque tale in tutta Italia – è...
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