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La borsa e la vita

Dall’ex Ilva ai rider, siamo tutti sub iudice

Di Alan Patarga
28 Febbraio 2026
Dalle consegne a domicilio alle grandi commesse della siderurgia, la magistratura prova a dettare l’agenda economica del paese. E intanto gli investitori se la danno a gambe
Manifestazione dei lavoratori di Acciaierie d’Italia, ex Ilva (foto Ansa)
Manifestazione dei lavoratori di Acciaierie d’Italia, ex Ilva (foto Ansa)

Rischia ancora una volta di fermarsi l’ex Ilva di Taranto. L’ultimo capitolo di una saga cominciata nell’ormai lontano 2012 è stato scritto poche ore fa dal tribunale di Milano, sezione XV civile, che con un decreto ha accolto un ricorso presentato anni fa da undici residenti della cittadina pugliese e dall’associazione “Genitori tarantini” e che dispone la sospensione dell’attività produttiva dell’area a caldo dell’acciaieria a partire dal prossimo 24 agosto. È un atto – come spiegato in un comunicato stampa dello stesso tribunale – che disapplica parzialmente l’autorizzazione integrata ambientale (Aia 2025) che ha finora consentito la sopravvivenza industriale dell’impianto. «La disapplicazione», si legge nella nota dei giudici, «è stata disposta con riferimento ad alcune prescrizioni (es.: monitoraggio Pm10 e Pm2,5, regime wind days, installazione di serbatoi contenenti sostanze pericolose, temperatura minima di combustione delle torce alle quali sono inviati i gas di affinazione d...

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